Il logo dei Beatles

Il progetto di Ivor Arbiter, rivenditore di strumenti musicali.

Ivor Arbiter era un rivenditore di strumenti musicali, e probabilmente non sapeva che sarebbe diventato famoso per uno dei loghi (in ambito musicale) più conosciuti al mondo: quello dei Beatles.

Era nato a Balham, un quartiere nel sud di Londra, nel 1929. Riparava sassofoni e alla fine degli anni Cinquanta aprì un negozio di musica a Shaftesbury Avenue, dal nome Drum City: era il primo negozio di Londra che vendeva esclusivamente batterie.

Fu proprio in quel negozio che Brian Epstein e Ringo Starr andarono per cercare una pelle di ricambio per la cassa della batteria dove poter scrivere il nome dei Beatles. Il proprietario, ignaro di chi fosse Ringo (che lui chiama erroneamente Schmingo!) e i Beatles, disegnò rapidamente il logo con la T allungata (drop T), come oggi tutti lo conosciamo. Questo schizzo, per il quale Drum City fu pagato 5 sterline, fu poi eseguito da un decoratore, Eddie Stokes, che dipinse il logo sul fronte della cassa della batteria durante la pausa pranzo. Nel 1990 fu registrato come marchio dalla Apple Corps.

i beatles all'ed sullivan
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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