The Museum of Everything

L'unico spazio pubblico di Londra dedicato all'arte non intenzionale.

The Museum of Everything è stato aperto nell’autunno del 2009 a Primrose Hill a Londra.

È l’unico spazio pubblico di Londra dedicato all’arte non intenzionale: una grande collezione di opere d’arte create da artisti non convenzionali e raccolte da James Brett, un signore londinese che da anni si dedica al collezionismo di opere realizzate da persone che operano al di fuori del mondo dell’arte commerciale: minatori e mistici, autodidatti, artisti ossessivi e visionari, cosi come artisti e artigiani con disabilità e talvolta provenienti da istituti psichiatrici.

Si entra attraverso un piccolo vicolo in una strada laterale e ti trovi in un edificio enorme, originariamente un caseificio e, fino a poco tempo fa, uno studio di registrazione. Stipati in un labirinto di corridoi, cabine, in uno spazio cavernoso a doppia altezza, è una grande mostra d’arte degli emarginati degli ultimi 200 anni, che in diversi momenti è stata etichettata Art Brut, l’arte outsider, arte popolare, arte ingenua, arte visionaria.

Questa è l’arte segreta che ha ispirato generazioni di artisti da Jean Dubuffet a Jean-Michel Basquiat, questa è arte autentica, senza menzogna…
La collezione del MoE è stata ospitata, dal 1 aprile al 29 agosto 2010, presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino.

“aggiornamento 2019”
Come ente benefico britannico riconosciuto, The Museum of Everything ha accolto 700.000 visitatori delle sue mostre e installazioni in Gran Bretagna, Europa, Russia e e molti altri paesi del mondo. Il Museo è anche un editore, un archivio, un attivista e uno dei principali sostenitori dell’arte alternativa dei secoli XIX, XX e XXI. Lo shop online merita una visita.

The Museum of Everything
The corner of Regents Park Road and Sharpleshall Street
London NW1
Open: Thursday-Sunday 11am-6.30pm
Entry: Free

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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