LEGO Mojo, Abgc

LEGO MOJO, abgc

Un tavolo realizzato con i mattoncini Lego, un progetto degli irlandesi Abcg

“L’agenzia pubblicitaria, di recente formazione, Boys and Girls, si è presentata a noi con questo problema: una splendida casa georgiana con alti soffitti, ampi spazi, infissi e finiture originali, ma con un arredamento decisamente troppo sobrio e austero…

Il brief fu breve: rendere l’ambiente giocoso e leggero senza essere però infantile tenendo conto di una citazione di Charles Mingus che rendeva l’idea a pieno:

“Rendere il semplice complicato è cosa banale; rendere il complicato semplice, incredibilmente semplice, è creativo”

Ci raccomandammo di togliere tutto l’arredamento, i tappeti, i colori delle pareti e i pavimenti. Se fossimo riusciti a rendere lo spazio come una galleria d’arte contemporanea, sarebbe stato molto più semplice ottenere l’effetto “wow”.

La nostra proposta includeva anche un tavolo per riunioni di 1,2 x 2,7 metri fatto tutto con i Lego: una lastra monolitica composta da una sequenza casuale di pixels di Lego immediatamente riconoscibili, dove il logo della compagnia è costruito in rilievo e in bianco, nella parte superiore del tavolo, tutto coperto da una superficie di vetro.

Il tavolo è composto da 22.742 pezzi uniti tra loro con le tecniche tradizionali di costruzione Lego (senza colla) al centro del quale è posta una rondella di 136 millimetri. Il tutto poggia su una struttura in acciaio lucido cavo a sezione quadrata, costruita da BA Engineering ed è sormontata da una lastra di vetro temperato di 10 mm prodotta da Azione Glass.

Grazie all’aiuto dell’artista Cormac Browne, abbiamo ricostruito le fasi del montaggio e dell’installazione in un’animazione in stop frame ogni 2 minuti realizzata con oltre 8.000 foto.” (qui sotto)

LEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgcLEGO MOJO, abgc

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Le sculture di Graham Caldwell