Il Logo di Rio 2016,
Tátil Brasil

Dopo un duro processo di selezione che ha coinvolto inizialmente 139 agenzie, ecco il nuovo logo delle Olimpiadi di Rio2016 (i primi giochi che si svolgono in Sud America), realizzato dallo studio brasiliano Tátil.

Passione e trasformazione
“Abbiamo scelto un’idea semplice ma potente: ciò che rende unica la nostra città e rende le Olimpiadi un evento davvero prezioso sono, al tempo stesso, il popolo, la natura, i sentimenti e le aspirazioni.

Così abbiamo creato un marchio che rappresenta essenzialmente questa dimensione umana, dando così il benvenuto a tutto il mondo con un abbraccio, accogliendo le persone di ogni religione, razza ed età. Condividiamo in amicizia, il nostro cielo, il nostro mare, il nostro popolo felice.
Il calore del marchio è quello di Rio ed è stato forgiato dalla natura esuberante di una città che ci ispira a vivere con passione e leggerezza, ci spinge alla socializzazione e alla condivisione.

Olimpiadi logo Rio 2016

L’atmosfera del nostro paesaggio con la sua tavolozza di colori. si riflette nel marchio.
Il giallo nasce dal sole e dal calore della nostra essenza, vivace, gioiosa.
Il blu ha la fluidità dell’acqua che ci circonda e il nostro modo rilassato di vivere la vita. Il verde rappresenta le nostre foreste e la nostra speranza, una visione positiva e ottimista che ci permette di andare oltre.

Così, i diversi paesi, gli atleti e le persone si ritrovano insieme in una sorta di danza, un girotondo che, a un secondo sguardo, rivela una delle nostre “cartoline” (la silhouette delle colline di Rio). Un’onda vibrante, un’oscillazione su un’altalena fatta di gioia, di unità, amicizia e festa.

Si tratta di un marchio colmo di unità, di trasformazione, di passione ed energia”.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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