Reverse Graffiti

Il Reverse graffiti, noto anche come tagging pulito, è una forma di street art relativamente recente.

Con il reversing graffiti l’area del disegno viene ripulita ad arte dalle incrostazioni dello smog facendo così emergere i segni o la scritta grazie al contrasto con le superfici che lo circondano. Si tratta quindi di un metodo ecologico e innovativo che non solo non sporca ma anzi pulisce portando a risultati assolutamente scenografici. I disegni realizzati, non sono permanenti ma scompaiono spontaneamente dopo qualche settimana. Dopo il salto, un video e alcuni esempi.

reverse_graffiti_design_playground_07 reverse_graffiti_design_playground_06 reverse_graffiti_design_playground_08 reverse_graffiti_design_playground_09 reverse_graffiti_design_playground_10 reverse_graffiti_design_playground_12 reverse_graffiti_design_playground_05 reverse_graffiti_design_playground_04 reverse_graffiti_design_playground_02 reverse_graffiti_design_playground_13 reverse_graffiti_design_playground_14 reverse_graffiti_design_playground_16 reverse_graffiti_design_playground_18 reverse_graffiti_design_playground_01

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Vanity Fair 1953, Mark Shaw