Visual poetry, Ebon Heath

Ebon Heath è uno degli artisti più promettenti del momento e il suo utilizzo della tipografia è pura poesia visiva. Nell’universo di Heath, le parole escono dalle loro “case”, diventano vive e ci raccontano le loro incredibili storie.

Heath ha il quartiere di Brooklyn come fonte d’ispirazione e sta contaminando i suoi studenti con il suo entusiasmo e passione. Ispirato viaggiatore e amante del ritmo, Heath con il suo lavoro sta cercando di visualizzare l’invisibile dando forma ai suoni che ci circondano.

Quando chiudo gli occhi posso vedere le parole di grandi poeti come Rakeem o Tupac fluttuare nell’aria e danzare con la stessa fisicità ed instintività con cui lo farebbe il mio corpo. Nell’hip hop esiste una sorta di danza verbale tra l’MC (Master of cerimonies) e le parole stesse; il mio lavoro spera di catturare quella flessibilità dinamica trovata nell’unione, torsione e taglio del linguaggio in modo tale da rifletterne il contenuto.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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