The Hate Destroyer, Irmela Mensah-Schramm

The Hate Destroyer, Irmela Mensah-Schramm designplayground.it

In italiano letteralmente “la Distruttrice dell’Odio” (The Hate DestroyerIrmela Mensah-Schramm, sessantacinque anni, è un’eroina senza muscoli e super poteri, armata di una bomboletta di vernice spray e un raschietto e quotidianamente a caccia, in tutta la Germania, di graffiti o adesivi razzisti o omofobi.

L’indifferenza è il suo peggior nemico ed a coloro che minimizzano lei risponde: “Le persone che disegnano una svastica di un metro su una parete devono rendersi conto di cosa stanno facendo”

Sulla sua strada Irmela ha incontrato Kevin, 24 anni, ex neonazista, e Lothar, ex soldato della DDR National People’s Army. Ora si prende cura di ragazzi come Kevin e insieme organizzano seminari nelle scuole per insegnare ai bambini a guardarsi intorno e riconoscere e comprendere tutto l’odio che quei simboli rappresentano.

Grazie, Irmela.

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THE HATE DESTROYER
un film documentario di Vincenzo Caruso
e Fabrizio Lussu

Produzione: Fotogramma25 Filmproduction / Sineast
Working Title: The Hate Destroyer
Paese: Italia / Germania
Autori: Vincenzo Caruso, Fabrizio Mario Lussu
Durata: 52 ‘/ 26’

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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