Forms, Quayola e Memo Akten

Forms è il frutto della collaborazione tra i visual artist Memo AktenQuayola (aka ‘dQ’), una serie di studi sul movimento umano, e le sue ripercussioni nello spazio e nel tempo. Si ispira alle opere di Eadweard Muybridge, Harold Edgerton, Étienne-Jules Marey così come si ispirano alle opere moderniste cubiste come “Nudo che scende le scale No.2” di Marcel Duchamp. Piuttosto che concentrarsi su traiettorie visibili, esplorano le tecniche di estrapolazione per scolpire forme astratte, visualizzando le relazioni invisibili – potenza, equilibrio, grazia e contrasto – tra il corpo e lo spazio intorno.

Le immagini originali servite per lo studio sono riprese dai Giochi del Commonwealth. Il processo di trasformazione dalle riprese dal vivo alle forme astratte è esposto in multiscreen.

L’installazione video è attualmente esposta al National Media Museum in occasione della mostra Blink of an Eye (“In un batter d’occhio”): Media and Movement” dal 9 marzo al 2 settembre 2012, accanto a immagini classiche di fotografi celebri tra cui Harold Edgerton, Eadweard Muybridge, Roger Fenton, Richard Billingham e Oscar Rejlander.

Quayola and Memo Akten – Artists
Production Company – Nexus Interactive Arts
Beccy McCray – Creative Producer
Jo Bierton – Production Manager
Matthias Kispert – Sound design
Maxime Causeret – Houdini Developer
Raffael F J Ziegler (AKA Moco) – 3D Animator
Katie Parnell – 3D Tracker
Eoin Coughlan – 3D Tracker
Mark Davies – 3D Tracking Supervisor

Commissionato da National Media Museum for the ‘In The Blink of an Eye‘ Exhibition 2012; con il supporto di imove, parte del Cultural Olympiad programme.

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Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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