Storie di carta, Sara Colautti e Serena Federici

“Storie di carta” è un progetto di Sara Colautti e Serena Federici: un libro tattile illustrato per vedenti, non vedenti ed ipovedenti. Il racconto di un’amicizia fatta in due che un giorno si rompe per colpa di entrambi e muta. In continua evoluzione come la nostra vita. Illustrazioni in cui la tattilità è protagonista. Insieme al libro è presente una guida alla lettura per educatori, genitori o per chiunque desideri informazioni in più. All’interno abbiamo motivato le caratteristiche del libro e specificato le sue possibilità, una spinta per “… colorare, personalizzare, immaginare, interpretare, muovere, scoprire… leggere in due.”

La ricerca è nata da un’intuizione. Da illustratrici pensavamo come le immagini viste nell’infanzia condizionano i disegni e la fantasia. A quel punto è nata una domanda: “E chi non ci vede? La sua fantasia da cosa è condizionata? Esistono delle immagini nella sua memoria?  Esistono libri illustrati per non vedenti? Li abbiamo mai visti?”.

Questa è diventata la nostra tesi di laurea, presso l’Isia di Urbino, un progetto/esperienza che permette, per quanto sia possibile, di calarsi in una realtà dove le immagini visive si spengono ed entrano in gioco le mani. Mani che esplorano, mani che scoprono. Un viaggio, attraverso il tatto. Una ricerca che ci ha portato a scoprire i libri tattili, a fare esperienza ad occhi chiusi, ad indagare i colori, le immagini e le forme. Una percorso che ci ha condotto a chiederci come la tattilità può raccontare una storia suscitando sorpresa attraverso la lettura.

Il progetto sta avendo buoni riconoscimenti e considerazioni da istituzioni specializzate nel settore.

“Questo libro facilita e stimola l’integrazione tra vedenti e non vedenti, in quanto può essere letto, toccato, vissuto e reinventato assieme, condividendo un’atmosfera piacevole di gioco e scoperta tattile…”. (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus di Pordenone)

foto del libro © Francesco Zanet
Tutto il materiale on line su librotattile.blogspot.com

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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