Cubit, sistema di scaffalatura modulare

Il mondo è un cubo. Con 21 elementi di base, Cubit è il sistema di scaffalatura più modulare sul mercato. Che sia perfettamente simmetrico o un mix eterogeneo, Cubit sembra adattarsi a ogni esigenza e gusto.

“Oggi la flessibilità è la massima priorità in tutti i settori della vita. Le moderne condizioni di vita spesso richiedono soluzioni temporanee – lavoro e di vita si stanno fondendo sempre di più. Cubit risponde a queste esigenze individuali “. (Thomas Reichel, direttore e fondatore – nel 2006 insieme a Minou Farkhondeh – della società produttrice myMITO)

Con questo sistema il processo, che va dalla progettazione all’ordine di acquisto fino al montaggio, è più breve e semplice. Con l’aiuto del Cubit-3D planner, chiunque può realizzare direttamente a video la sua libreria e poi ordinare subito nello shop online.

Sono disponibili 21 diversi formati di larghezza e 8 differenti misure per la profondità (secondo gli standard per libri e formati musicali come cd e vinili), innumerosi colori. Il sistema offre migliaia di possibilità di combinazioni per ottenere librerie, facendo così dell’espandibilità e della flessibilità i suoi punti di forza.

le opzioni di montaggio sono essenzialmente due
Opzione 1 – collegare e agganciare i moduli (tramite il sistema maschio/femmina brevettato) senza forare la parete
Opzione 2 – Appendere i moduli (comporta la foratura della parete, è possibili acquistare i ganci e il template che facilita il montaggio)

In entrambi i casi, l’operazione sembra davvero semplice e come si può vedere dalle immagini inviate dagli acquirenti, il sistema è versatile e garantisce ottimi risultati. Sul sito si possono trovare tutte le informazioni necessarie per il progetto, il montaggio e l’acquisto.

di seguito le foto di chi lo ha acquistato

e voi siete pronti a comporre la vostra libreria con Cubit?

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Simplicissimus. La madre delle riviste di satira.