Melvin the Mini Machine, il tributo dello studio HEYHEYHEY a Rube Goldberg

Reuben Garret Lucius Goldberg, meglio conosciuto col diminutivo Rube (4 luglio 1883 – 7 dicembre 1970), è stato un fumettista statunitense, vincitore del Premio Pulitzer per la satira nel 1948. Rube Goldberg è famoso per aver inserito nei suoi fumetti macchine estremamente complicate costruite per l’esecuzione di azioni semplicissime, come mettere il dentifricio sullo spazzolino o pulirsi la bocca dopo aver mangiato. Per questo viene chiamata “macchina di Rube Goldberg” qualsiasi attività o meccanismo estremamente (e inutilmente) complicato, anche in senso lato. (fonte Wikipedia)

Melvin è una macchina di Rube Goldberg ed è un omaggio che gli olandesi dello studio di design HEYHEYHEY hanno voluto tributargli.

Quando abbiamo costruito la nostra prima Melvin alla fine del 2010, lo abbiamo fatto in grande perché aveva bisogno di far divertire un sacco di gente tutta in una volta. Dopo il suo iniziale successo (online), un sacco di persone, aziende e festival ci hanno domandato circa la sua disponibilità a partecipare a degli show. Dopo alcune telefonate e e-mail la conclusione era sempre la stessa: Melvin era semplicemente troppo grande e costosa per essere trasportata e ricostruita.

Così nei primi mesi del 2012, abbiamo avuto un po’ tempo da perdere e abbiamo sentito il bisogno di sfidare noi stessi ancora una volta, quindi abbiamo deciso di costruire una nuova Melvin. Questa volta costruendone una versione da viaggio che ‘spedisce’ le sue cartoline e interagisce (in qualche modo) con le persone intorno ad essa.

In breve, questo nuovo Melvin è una macchina di Rube Goldberg specificamente costruito per viaggiare per il mondo, e siamo onesti, ci piace l’idea di andare con lei in qualsiasi momento e ovunque si possa. Per scoprire i luoghi che ha visitato e rimanere in contatto con noi veniteci a trovare qui.

Ideazione, progettazione e produzione di HEYHEYHEY
Protagonisti Steye van Dam
Co-produzione e supporto: PostPanic
Camera: Evers Diderik
Musica: The wonders of the world” di Woody Veneman
Editing: Ine van den Elsen
Suono: Joris Tillmans
Styling: Swinkels Annemiek
Programmazione: Maarten Witteveen
Costumi: Magda
Smartphone sponsorizzato da Blue Mango Interactive

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Fashion Faces Bela Borsodi su designplayground.it
Fashion Faces, Bela Borsodi