Lumi, stampare con la luce del sole

Lumi è uno speciale inchiostro che permette di riprodurre foto-realistiche su materiali naturali, (tessuti, legno, cuoio grezzo ecc.) semplicemente esponendolo alla luce del sole. Grazie alla possibilità di stampare tutte le gradazioni di tono, saremo in grado di riprodurre le immagini in modo originale e duraturo.

Il processo di perfezionamento di Lumi è durato quasi cinque anni tra ricerca e sviluppo. Lumi è stato originariamente concepito nel 2005 come un nuovo modo di stampare t-shirt per l’azienda di moda di Jesse Genet che, insieme a Stephan Angoulvant, lo ha poi trasformato in questo rivoluzionario ed economico processo di stampa anche grazie alla raccolta fondi tramite Kickstarter che ha avuto un incredibile successo.

Ottenere la stampa sul materiale che sceglieremo sarà molto semplice: Una volta ottenuto un negativo (monocromatico) effettuando una stampa su foglio trasparente per stampanti laser, della dimensione di cui si ha bisogno e possibilità (un A4 per iniziare) applicheremo con un piccolo rullo l’inchiostro speciale Lumi (per ora sono disponibili tre colori, blu, arancione e rosso) sulla superficie su cui vogliamo stampare. Siamo pronti, posizioniamo il negativo (o anche più di uno affianco all’altro) sulla superficie ed esponiamola ai raggi del sole (nel caso di tessuto è consigliabile applicarvi sopra una leggera lastra di vetro che lo terrà fermo e teso) ed attendiamo dai 15, in una giornata molto assolata, ai 40 minuti nel caso sia particolarmente nuvoloso. E il gioco e fatto.

Nuova tecnologia. Può stampare su materiali e capi di abbigliamento in modi che prima erano impossibili, aprendo la via alla creazione di prodotti realmente innovativi.

Qualità fotografica. Crea stampe con gradazione tonale completa – no mezze tinte -,
come con la serigrafia.

Materiali naturali. Ha la capacità di stampare su quasi tutti i materiali naturali,
a differenza della stampa a sublimazione.

Eco-Safe. Nessun prodotto chimico dannoso è utilizzato nel processo.
Non ha alcun effetto sul materiale originale.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Studio Eins, Studio Zwei,
Matthias Heiderich