Albert Kahn Museum, “Les Archives de la Planète”

La sua utopia lo spinse a mettere in piedi un progetto quasi folle e impensabile che oggi è diventato patrimonio mondiale.

Parigi, 1914

Il banchiere di origine alsaziana Albert Kahn (1860-1940), nato e cresciuto in un periodo difficile come quello della guerra franco-prussiana, sognò un mondo di pace.
La sua utopia lo spinse a mettere in piedi un progetto quasi folle e impensabile che oggi è diventato patrimonio mondiale per il suo enorme valore ed è conservato nel museo a lui dedicato a Boulogne-Billancourt (Parigi).

Albert Kahn

Albert Kahn era convinto che per cambiare il mondo bisognava capirlo e per capirlo era necessario osservarlo e conoscerlo a fondo. Nel 1910 dà il via ad un’operazione molto pretenziosa. Kahn progetta un archivio immenso dal nome Les Archives de la Planète. Si procura, tramite i fratelli Lumière, le tecnologie necessarie per “registrare” l’immagine del mondo: il cinema, la stereoscopia e la fotografia a colori che in quegli anni aveva avuto la sua prima sperimentazione con le autocromie. Ingaggia decine di fotografi e li manda in giro per il mondo al fine di costruire questa gigantesca mappatura mondiale. Non si trattava di reportage o di studi etnografici, né un tentativo di realizzare opere d’arte. L’obiettivo era semplicemente quello di registrare gli esseri umani in tutta la loro diversità immaginando che la conoscenza dell’altro avrebbe portato ad un desiderio di pace e di fratellanza tra i popoli.

Questo immenso progetto ha lasciato all’umanità un patrimonio di grande valore: ben 72 mila lastre autochrome scattate nel corso di un ventennio, a partire dal 1910, dal Canada all’Indocina, dal Marocco alla Mongolia insieme a 140 chilometri di filmati e a 4 mila lastre stereoscopiche, oggi custoditi in scatole ermetiche dentro stanze refrigerate.

L’ideale di diversità culturale si può ritrovare anche nei giardini della palazzina, acquistata dal banchiere alla fine del 1800, dei quali ne affidò la cura al celebre architetto Achille Duchêne, perché potesse trasformarlo in un parco “mappamondo” simbolo della coesistenza e della pace tra tutti i paesi: qui sono coltivati alberi, piante ed essenze originali provenienti da ogni angolo del pianeta.

Parigi, 1914
I giardini del Albert Kahn Museum

Rovinato dalla crisi del 1929, i suoi beni furono sequestrati e in parte acquistati nel 1936 dalla prefettura della Senna. Nel 1968, il dipartimento di Hauts-de-Seine, è diventato il proprietario del sito e delle collezioni e nel 1986 è nato il Musée Albert-Kahn.

Annualmente il museo allestisce piccole affascinanti esposizioni dedicate ogni volta a un paese diverso. Inoltre dal 2006, tramite postazioni computer con accesso gratuito è possibile visualizzare digitalmente parte di questo magnifico archivio. La prossima mostra in programma è “Mongolia tra due epoche. 1912-1913” che sarà visitabile dal 29 novembre 2012 al 31 marzo 2013.

Parigi, 1914
Parigi, 1914
Parigi, 1914
Parigi, 1914
Parigi, 1914
Parigi, 1915 circa
Na-Cham, 1915 circa
Ahmedabad, 1913
Mtsumoto, 1926
presso Hanoi, 1915

IL LIBRO
La BBC e il Musée Albert-Kahn hanno unito le forze dando vita a una serie di documentari televisivi, un libro e DVD. Questo progetto mette in luce i 50 anni di sforzi da parte del dipartimento francese di Hauts-de-Seine, proprietario delle collezioni Kahn, per conservare e valorizzare l’eccezionale patrimonio lasciato dal banchiere illuminato. Oggi, grazie a questa collaborazione, un enorme pezzo di memoria del mondo è sotto gli occhi di tutti.

The Wonderful World of Albert Kahn:
Colour Photographs from a Lost Age,
di David Okuefuna

EAN: 9781846074585
Data di pubblicazione: 24 Aprile 2008

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