Nivea. Quando il prodotto diventa logo

Nivea, leader mondiale nel settore skincare, propone una vasta gamma di prodotti venduti in centosettanta paesi con oltre cinquecento milioni di acquirenti ogni giorno.

Nonostante gli impressionanti risultati di vendita, l’assenza di un linguaggio di progettazione coerente e capace di affrontare con forza sfide diverse, aveva trasformato un marchio globale in un’esperienza confusa per i suoi clienti. Tutto ciò era dovuto alle molteplici forme di packaging, alle incoerenti espressioni del brand e ad una serie di linguaggi grafici non connessi tra loro.

Negli ultimi due anni l’azienda ha collaborato con Fuseproject per la più ampia re-brand e ri-progettazione della sua storia. Il risultato è il un nuovo logo ispirato all’iconica latta blu NIVEA, packaging ed elementi grafici semplificati e più espressivi. La scritta bianca bauhaus inserita in un cerchio blu diventa logo e così, con uno sguardo al passato, Nivea ha un nuovo volto senza perdere nulla del suo essere.

Il linguaggio di design complessivo è ancorata al logo circolare. Tappi e chiusure sono ripensati nel colore blu Nivea, con il logo ridisegnato in rilievo sul materiale. Le bottiglie mostrano forme semplificate con gesti audaci, le spalle spioventi conferiscono tattilità e un elemento umano. Per aumentare la presenza sugli scaffali e la riconoscibilità, le bottiglie hanno ampie basi che ne aumentano la stabilità. La parte superiore si “ripiega” verso il cliente, inclinazione che vuole simboleggiare un palmo di una mano che offre un servizio, la volontà di Nivea di dedicarsi al cliente sin dal primo momento.

La possibilità di riduzione del materiale e l’attenzione alla sostenibilità sono state perseguite durante l’intero processo di progettazione in stretta collaborazione con il team di Nivea.

La riduzione delle forme delle bottiglie e degli imballaggi crea nuovi livelli di efficienza all’interno della società. Allo stesso tempo, la geometria del nuovo design consente funzionalità e meno materiale utilizzato complessivamente, fino al 15%. La riduzione del peso della confezione è combinata con una riduzione del 23% dell’etichetta (passando ad un diverso materiale e liner). Le bottiglie sono ottimizzati per la spedizione, l’imballaggio più stretto permette il risparmio di 12.600 pallet e 585 tonnellate di CO2 all’anno. Tutto questo contribuisce agli obiettivi di Beiersdorf (proprietario del marchio Nivea) di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 30% per ogni prodotto entro il 2020. Inoltre, tutti i materiali utilizzati sono completamente riciclabili e tutte le formule hanno in media di oltre l’ottanta percento in meno di ingredienti non fossili.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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