A million times. Humans since 1982

Nel corso degli ultimi anni lo studio, con sede a Stoccolma, humans since 1982 ha esplorato la progettazione e la tecnologia e la ricerca ha portato alla creazione di oggetti che sono già considerati dei classici. Per Emanuelsson (Svezia) e Bastian Bischoff (Germania), entrambi nati nel 1982, designer e soci fondatori dello studio, credono fortemente nella necessità dell’uomo di “meravigliarsi” e di essere affascinato dalla bellezza anche nell’oggetto o situazione più consueta.

A million times (“un milione di volte”) è un progetto di grafica concettuale, meccanica e ingegneria, è un impianto progettato per Victor Hunt e composto da 288 orologi analogici speciali a due lancette che si muovono in modo indipendente grazie ai 576 motori elettrici e che insieme creano un display gigante che mostra visivamente l’ora digitale oltre a formare, ruotando, testi e pattern grafici.

Una meraviglia tecnologica impressionante a prima vista, con una coreografia meccanica che si svolge ogni sessanta secondi. Tutti gli orologi ruotano ipnoticamente col passare dei minuti, prima di riposizionarsi per visualizzare l’ora aggiornata.

A million times sarà presentato in occasione del Design Days Dubai che si svolgerà dal 18 al 21 marzo 2013.

Victor Hunt è una società belga con sede a Bruxelles che si occupa di ricerca e vendita di oggetti, e in edizion i limitat e di design progettati dai designer emergenti o già affermati: “Ci rendiamo conto il DesignArt ricopre quella zona grigia tra design industriale, artigianato, architettura, scultura, conceptual, installazione e molte altre arti, ma che è applicato a oggetti che in qualche modo suggeriscono il loro utilizzo.”

Progettazione e produzione: Humans since 1982
Engineering: David Cox
Editor: Victor Hunt Designart Dealer
DImensioni: 344cm x 180cm x 5cm
Numero dei singoli orologi: 288
Numero dei motori: 576

Materale: alluminio + componenti elettrici
Alimentazione: standard 100 – 240V, 50 – 60Hz socket
Sistema operativo: software apposito controllato via iPad

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Ricette a stampa con Alexis Rom e Claude Marzotto