Progetto Grafico 23, “L’uso delle immagini”.

È in uscita ad Aprile il numero 23 di Progetto grafico sul tema:
“L’uso delle immagini”.

Il numero propone una serie di approfondimenti critici sulla relazione tra le immagini e il loro uso, in un gioco di influenze reciproche.
Gli utenti esercitano un’inesauribile facoltà creativa nei riguardi dei repertori cui attingono per comunicare; il loro comportamento condiziona l’organizzazione di archivi e cataloghi; a loro volta, i criteri adottati o imposti nella tassonomia delle immagini possono predeterminare la scelta e le modalità del loro impiego.
Tra revival e innovazione, non solo il vocabolario iconografico ma anche i formati, gli stili e i codici visivi si prestano a usi diversi e imprevedibili. Una rassegna completa e critica del panorama visivo attuale.

 

Progetto grafico, la rivista internazionale di grafica edita da Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva, si è rinnovata.

Presenta una nuova veste grafica, una nuova direzione e la traduzione completa in inglese. La rivista, fondata nel 2003, è stata rilanciata nel 2012 con un nuovo progetto editoriale, sotto la direzione di Riccardo Falcinelli e Silvia Sfligiotti.

Progetto grafico è l’unica rivista italiana interamente dedicata al design della comunicazione visiva. In questi anni ha svolto un’importante funzione culturale, facendosi punto di riferimento e di riflessione in un panorama editoriale nazionale ancora carente.

Il nuovo PG si presenta come luogo di riflessione critica sul graphic design con un’impostazione monografica, ogni numero propone un tema, che viene analizzato e interpretato da voci diverse, per fornire una visione allargata e trasversale in cui sono riportati contributi di varia natura (saggi, interviste, case study).

La rivista, di 160 pagine, è interamente bilingue, italiano e inglese, e ha una periodicità semestrale, con un’uscita in primavera e una in autunno.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Andy Gilmore, illustratore e graphic designer