Urban Calligraphy “Skyfall”, Alex Ioannou Feat. Simon Silaidis

Urban Calligraphy, come suggerisce il termine è la calligrafia che fugge dalla carta e diventa protagonista in luoghi pubblici, strade ed edifici abbandonati.

Simon Silaidis è il designer greco dietro il movimento “Urban Calligraphy”, il suo amore per le lettere ed i suoi viaggi in tutto il mondo per studiare la calligrafia nel suo ambiente nativo, sono le basi che gli hanno dato la visione di esplorare e comprendere questo nuovo aspetto dell’arte calligrafica.

In tempi in cui la speranza sembra aver perso il suo significato e l’umanità cammina in percorsi di incertezza e di odio, Simon trova la speranza nel “diluvio”. La sua calligrafia lo conduce attraverso la pace interiore e la serenità verso la via della saggezza, dai cieli aperti in caduta libera giù fino all’ambiente urbano che dobbiamo sopportare.

In un modo puro e magico riesce a intrappolarci nel suo mondo di lettere con un unico scopo: trasmettere il suo messaggio di cambiamento e di speranza nell’epoca buia che viviamo. Un mondo migliore è possibile.”Questa è la fine, trattenere il respiro e contare fino a dieci, sentire la terra tremare e poi, ascoltare il mio cuore scoppiare di nuovo”

Lo stile calligrafico di Simon è un mix di occidentale, asiatico e arabo, individua luoghi abbandonati e crea opere d’arte urbana attraverso l’uso artistico dei materiali. Quelli utilizzati per creare le sue opere in studio sono inchiostro e penne di bambù, quando si tratta di pitture murali vengono utilizzati invece pennelli piatti e scope di grandi dimensioni.

DESIGNWARS presenta:
Urban Calligraphy “Skyfall” Feat. Simon Silaidis Diretto da Alex Ioannou

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
John Alcorn. Evolution by design.
La monografia pubblicata da Moleskine