The Fun Theory

Si possono cambiare i comportamenti delle persone in meglio facendole divertire? la risposta è si.

The Fun Theory è una teoria di edutainment secondo la quale si possono cambiare i comportamenti delle persone in meglio facendole divertire. Il motto è “Fun can obviously change behaviour for the better”. Qualche anno fa la Volkswagen ha intuito il potere di questa pratica e ha finanziato una campagna pubblicitaria in Svezia che applica The Fun Theory alla vita quotidiana. Sono stati prodotti così tre video che illustrano tre diverse situazioni in cui il divertimento può davvero creare un circolo virtuoso nel comportamento delle persone.

Il primo video è stato realizzato nella metropolitana di Stoccolma con lo scopo di incentivare l’utilizzo delle scale a dispetto di quelle mobili dimostrando che il modo migliore per convincere le persone a fare qualcosa di faticoso è convertire l’azione in qualcosa di divertente. Le scale sono state trasformate in un enorme pianoforte da suonare ogni volta che si sale e si scende di gradino in gradino. Dopo questo esperimento la maggior parte dei cittadini (oltre il 66%) sceglieva gli “ecologici” e più salutari scalini.

Nel secondo spot il protagonista è un bidone della spazzatura che, opportunamente modificato, emette un particolare suono ogni qual volta viene gettato un rifiuto al suo interno, come se si trattasse di un pozzo molto profondo. Anche in questo caso la curiosità e il divertimento spingono i passanti a buttare nel secchio tutti i rifiuti.

Il terzo video ci mostra un contenitore della raccolta differenziata riservato alle bottiglie che viene trasformato in un videogioco arcade con suoni e luci che lo animano. Ovviamente dai pochissimi utilizzatori si passa al centinaio.

La Volkswagen ha indetto anche un concorso di idee aperto a tutti con il quale viene offerto, ai primi dieci classificati, l’onore di essere prodotti ed esposti a Stoccolma e al primo classificato un premio di 2.500 euro. Il vincitore è stato lo statunitense Kevin Richardson con il progetto della Speed Camera Lottery. Questa idea consiste nel modificare una normale postazione radar per il rilevamento della velocità, in una lotteria dinamica. Se il limite di velocità indicato nel tratto è rispettato, viene consegnato un tagliando che permette alle persone di vincere un premio.

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Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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