DESIGN.UD, l’estate del design a Udine

Quest’estate Udine è diventata una piccola capitale del design: dal 15 giugno infatti si sono susseguite una serie di iniziative con il titolo DESIGN.UD distribuite in tutta la città e nel territorio circostante. Al centro delle manifestazioni la mostra L’ADI Design Index verso il Compasso d’Oro (fino al 15 agosto presso la Chiesa di San Francesco), con una selezione di circa cento pezzi, tra prodotti e riproduzioni a video o su pannelli, in collaborazione con ADI e con la sua delegazione territoriale ADI FVG.

Quattro i prodotti di aziende del Friuli Venezia Giulia in mostra: Mycore di Tarcento con una tenda da interior design, Electrolux Professional di Pordenone con una cucina da esterni per grandi eventi, Demode engineered by Valcucine, pure di Pordenone, con una cucina dalla meccanica sostenibile, e Moroso (di Cavalicco) con il progetto editoriale del catalogo aziendale.

Un’altra importante esposizione è quella dedicata a Gino Valle, grande protagonista friulano del design italiano, allestita nelle sale di Casa Cavazzini, a cura dei Civici Musei e dal titolo Valore e qualità – il contributo di Gino Valle al design contemporaneo attraverso gli oggetti premiati con il Compasso d’Oro ADI (fino al 1 settembre).

Gino Valle

Per le strade del centro e della provincia nelle vetrine dei negozi di arredamento e design, delle librerie cittadine, dei laboratori orafi, sono esposti oggetti espressione delle ultime tendenze del design. In alcuni palazzi e piazze della città sono proposte visite ai luoghi in cui il design ha lasciato tracce storiche, come le ville Giacomuzzi Moore, Midena, Scarpa, agli archivi Electrolux e Fracarossi dei Civici Musei e all’archivio fotografico del Castello di Udine. Grazie a collaborazioni transfrontaliere con Slovenia e Croazia si svolgono presentazioni del design d’oltre confine, della sua storia e della sua evoluzione.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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