L’affare del bacio, Robert Doisneau

Il bacio dell’Hotel de Ville, 1950, ph Robert Doisneau

Probabilmente in molti sono a conoscenza che la famosa immagine di Robert Doisneau Il bacio dell’Hotel de Ville sia una falsa istantanea, frutto di una vera e propria messa in scena. Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. D’altra parte quasi tutte le immagini di coppie che si baciavano, quanto mai frequenti ai tempi di Doisneau, erano il frutto di ricostruzioni (così come molte immagini di fotografi noti diventate icone…).
Forse però in pochi conoscono la storia che c’è dietro questa immagine e le complicazioni che causò al suo autore.

Autoportrait au Rolleiflex, 1947 © atelier Robert Doisneau

La foto fu realizzata nell’aprile del 1950 e fu pubblicata per la prima volta sul numero del 12 giugno dello stesso anno su Life. Ma è solo all’inizio degli anni ’80 che diventa un’icona, quando apre l’album Tre secondi d’eternità . Da quel momento l’immagine diventa un crescente successo commerciale e trova posto su cartoline, su calendari, carta da lettere, poster.

Le persone ritratte cui Doisneau chiese di posare erano Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e il suo ragazzo, Jacques Carteaud. L’identità della coppia rimase un mistero fino al 1993: in quell’anno, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese sostenendo di essere i protagonisti della foto, e denunciando l’artista per averli fotografati senza permesso. Questo portò Doisneau a spiegare che i protagonisti della foto erano in posa e dimostrò che i personaggi ritratti non erano i coniugi Lavergne. L’istanza venne respinta.

A quel punto Françoise Bornet, dopo quarant’anni dallo scatto, tornò dal fotografo e nonostante ebbe al tempo ricevuto un compenso per posare, intentò un processo per sfruttamento abusivo della sua immagine. Anche la sua istanza verrà respinta perché fu deciso che la donna non era riconoscibile sulla foto. Nel 2005, tuttavia, la Bornet mise in vendita a Parigi la copia originale dell’immagine che Doisneau, secondo la sua abitudine, le aveva regalato al tempo dello scatto. Ne ricavò circa 185.000 euro, cifra record per una stampa di Doisneau.

Francine Deroudille, figlia dell’artista, in un’intervista dichiara a proposito de Il bacio dell’Hotel de Ville:
“era una foto su richiesta, commissionata dalla rivista Life, che aveva donato già in precedenza uno schema su cui basarsi. Mio padre lavorava come reporter fotografico. A suo avviso, un’opera è anche l’attimo che viene rubato ai suoi “lavoratori”, ai suoi complici. Un’opera può anche essere richiesta da una rivista, ma il modo con cui viene fatta è il più libero possibile. Egli voleva assolutamente andare al di là di quello che la rivista gli chiedeva. Questa foto, per prendere un esempio conosciuto pressoché a tutti, era su richiesta: i due erano attori che però si amavano veramente. Essi hanno passato una giornata a camminare per la città, ma senza che fosse presente alcuna posa. Mio padre ha colto l’attimo del bacio per scattare la foto che, nonostante fosse richiesta, rimase in un’atmosfera totalmente naturale. Non si riesce mai a distinguere tra ciò che è vero e ciò che è costruito: si tratta di un mondo ricreato. C’è sempre qualcosa di misterioso: è teatro o realtà? Si cerca di ricreare un mondo che si trova all’interno della propria immaginazione. Lui stesso diceva: «Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere». Non c’è nelle sue foto una realtà oggettiva, ma c’è un mondo che l’artista cerca di ricreare, di dimostrare, una verità che trova nella sua mente e nel suo cuore.” ( «Mio padre Robert Doisneau». Intervista alla figlia | Tempi.it).

Ultima curiosità. Doisneau, tra le altre cose commentò su quella immagine: “Poco importava a quei due che l’Hotel de Ville, bruciato nel 1871, fosse stato ricostruito nel 1874 da Ballu e Deperthes.” (Doisneau – Paris, L’ippocampo, 2012)

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Michele Cantarelli è un fotografo professionista che collabora con Design Playground condividendo le sue ricerche e le sue riflessioni sul fotografico. blog.michelecantarelli.com