Hippolyte Bayard, un falso annegato

Questa fotografia è scattata a circa un anno di distanza dalla presentazione ufficiale nel 1839 del dagherrotipo.

La stampa originale reca sul retro la seguente iscrizione in francese:

“Il corpo dell’uomo che vedete nell’immagine sull’altro lato è quello del signor Bayard, inventore del procedimento di cui avete appena visto, o state per vedere, il glorioso risultato. Sono a conoscenza del fatto che questo talentuoso e instancabile scienziato ha lavorato per circa tre anni al fine di perfezionare le sua invenzione. L’Accademia, il Re, e tutti quelli che hanno visto questa immagine sono rimasti molto colpiti, proprio come voi, sebbene (l’artista) consideri l’immagine insoddisfacente. Gli è valsa infatti grandi onori, ma neanche un centesimo. Il governo, che tanto ha elargito al signor Daguerre, si è detto impossibilitato a fare qualcosa per il signor Bayard. Come risultato lo sfortunato uomo si è annegato. O volubilità umana! Artisti, scienziati e giornali si sono interessati a lui per un lungo periodo, ma oggi, dopo alcuni giorni trascorsi all’obitorio, ancora nessuno lo ha riconosciuto o ha reclamato le sue spoglie. Signore e signori, passiamo a un altro argomento per evitare di recare offesa ai vostri organi olfattivi, in quanto, come voi stessi avrete avuto modo di notare, il volto e le mani del gentiluomo hanno già iniziato a decomporsi”.

Queste righe sono datate 18 ottobre 1840 e fanno riferimento a quello che può forse essere considerato il primo nudo maschile nella storia del medium e senza dubbio uno dei primi falsi fotografici. Al tempo in cui fu scattata la fotografia il protagonista era infatti vivo e vegeto e, spinto dalla rabbia per il mancato riconoscimento del ruolo da lui ricoperto nell’invenzione fotografica, Hippolyte Bayard mise in scena la sua tragica ed eroica morte, e pure con una certa ironia dato che il testo è firmato H.B. L’immagine è infatti un autoritratto.

In particolare Bayard fu l’inventore di un procedimento noto come stampa positiva diretta. Il processo utilizza della carta immersa in cloruro d’argento, che scurisce se esposta alla luce.

Sembra che Bayard venne persuaso da François Arago, uomo politico francese, a posticipare la presentazione della sua scoperta, favorendo in questo modo il procedimento di Louis Daguerre, la dagherrotipia.

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Autoportrait d’Hippolyte Bayard “en mort”. Hippolyte Bayard, 1840

Michele Cantarelli è un fotografo professionista che collabora con Design Playground condividendo le sue ricerche e le sue riflessioni sul fotografico. blog.michelecantarelli.com

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