TRANSFORMERS.
Ritratti di musicisti rivoluzionari

Un viaggio nella storia della musica pop attraverso le immagini pubbliche e private di 26 artisti che hanno fatto epoca: da Elvis Presley ai Daft Punk. A cura di Alberto Campo.

Transformers è più di una mostra “da vedere”: si tratta di un vero e proprio viaggio emotivo all’interno della storia della musica. Settantotto immagini tratte dagli archivi di Getty Images, partner della mostra, da cui si percepisce la forza di trasformazione che ventisei artisti straordinari hanno espresso con i loro gesti e le loro performance, cambiando il corso della storia, non solo musicale.

L’arco di tempo considerato in Transformers va dagli albori della pop music (gli anni Cinquanta e l’avvento della “società di massa”) ai giorni nostri (l’era del web e delle tecnologie digitali), rappresentando ciascun passaggio intermedio (la canzone di protesta, la British Invasion, il riscatto afroamericano, l’epopea degli hippies, il rock teatrale, il punk, la world music, la rivoluzione elettronica, l’hip hop, la stagione della videomusica, il grunge, la techno e così via) con un’icona in grado di simboleggiarlo.

Nella selezione del materiale fotografico, Alberto Campo, curatore della mostra, “cronista musicale” come ama definirsi, dà valore e priorità all’evento dal vivo, a cui oggigiorno – data la progressiva smaterializzazione della musica registrata e l’incipiente fine del prodotto discografico – si associa sempre più l’idea di “verità” e di “autenticità” dell’esperienza musicale.

A fianco delle immagini iconiche, un corredo didascalico e un apparato fotografico complementare insistono su una dimensione più confidenziale dei personaggi rappresentati, un “dietro le quinte” che ne svela la dimensione umana e familiare.

Transformers è un progetto della Società Consortile OGR-CRT per Cantieri OGR, in collaborazione con Getty Images, con il patrocinio della Città di Torino e media partners Rolling StoneGibson. (Uff. Stampa)

Daft Punk – Foto di Daniel Boczarski/Redferns – Getty Images
David Bowie performs live on stage at Earls Court Arena on May 12 1973 during the Ziggy Stardust tour – Foto di Gijsbert Hanekroot/Redferns

Dal 28 settembre al 3 novembre
Aperta dal martedì al venerdì 15-20;
sabato e domenica 10-20
Biglietto intero 5 Euro, ridotto 3 Euro
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Per informazioni
011 4330511/ info@ogr-crt.it
Facebook Cantieri OGR Torino
Twitter @cantieriogr

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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