Little Victories gallery, l’arte in mezzo alla gente

Si chiama “Little Victories” lo spazio espositivo ambulante ricavato dal piccolo carro a tre ruote diffusissimo a Shanghai e conosciuto col nome di sanlunche. Questo mezzo di trasporto si adatta nel quotidiano a ogni situazione: dal raccattare la spazzatura per strada fino ai traslochi fai da te.

Così da un semplice triciclo i tre giovani e talentuosi artisti Katie Surridge, Julian Palacz e Stefano Ogliari Badessi, residenti al noto Swatch Art Peace Hotel, hanno dato vita ad uno spazio mobile creativo con l’obiettivo di portare l’arte in mezzo alla gente. Ogni giorno, ospitando una piccola mostra, la mobile-gallery parte dal quartere M50, cuore artistico di Shanghai, per muoversi verso le strade della città secondo un itinerario ogni volta diverso in base all’artista ospitato.

“Anche se la Cina è un Paese pieno di barriere e censure, nell’arte di confini non ce ne sono.”

Da questo il nome Little Victories: le piccole rivincite che fanno superare le frustrazioni e le difficoltà di tutti i giorni, in particolare quelle riferite alla professione dell’artista. E così l’arte si muove offrendosi libera a tutti.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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