Tina con la lacrima

“L’altra sera eravamo soli; accade così raramente ormai.
Mi ha chiamato nella sua stanza e le nostre labbra si sono incontrate per la prima volta dall’ultimo dell’anno. Poi il campanello della porta ha suonato, Chandler e un suo amico… la nostra voglia è svanita.
La mattina è arrivata chiara e brillante. «Ti farò dei ritratti oggi Zinnia.» Il sole del Messico, ho pensato rivelerà ogni cosa. Catturerò parte della tragedia della nostra vita presente, niente si può nascondere sotto questo limpido cielo crudele. Si è appoggiata contro un muro bianco. Mi sono avvicinato… e l’ho baciata.
Una lacrima è scivolata sulla sua guancia, e allora ho catturato quell’istante per sempre…
Dunque, f/8, 1/10 di secondo, filtro K 1, pellicola pancromatica… come sembra meccanico e calcolato, e tuttavia com’è stato spontaneo e autentico, ormai padroneggio così bene i meccanismi della mia macchina fotografica che funziona rispondendo a ogni mio desiderio. L’otturatore, coordinandosi con il mio cervello, scatta in modo così naturale che per me è come muovere un braccio. Sto cominciando solo ora ad avvicinarmi ad un livello, nella fotografia, che nella mia presunzione pensavo di aver già raggiunto due o tre anni fa.”

(fonte: Edward Weston, Ritratti al vivo, Pratiche Editrice, 1999)

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Michele Cantarelli è un fotografo professionista che collabora con Design Playground condividendo le sue ricerche e le sue riflessioni sul fotografico. blog.michelecantarelli.com

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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