MUBA, a Milano il primo museo dedicato ai bambini

Un luogo prezioso del patrimonio pubblico milanese pensato per accogliere le scuole e le famiglie.

Il 24 gennaio 2014, è stato inaugurato il MUBA di Milano, il primo Museo dei bambini, aperto presso la Rotonda di Via Besana.

Fondazione MUBA si è aggiudicata la concessione per otto anni, prorogabili per altri sei, dello spazio della Rotonda di via Besana, per realizzare un centro permanente di progetti culturali e artistici dedicati allʼinfanzia. Oltre 1200 mq di superficie, un luogo prezioso del patrimonio pubblico milanese pensato per accogliere le scuole e le famiglie, un posto circondato da un giardino storico, sicuro e protetto, che resterà pubblico e di libero accesso: uno spazio a misura dei bambini, il posto dei bambini.

Sarà un centro permanente di progetti culturali e artistici dedicati all’infanzia, un luogo aperto all’innovazione che riunisce le eccellenze nazionali e internazionali della cultura, della didattica, della scienza e delle arti per promuovere lo sviluppo della creatività e del pensiero progettuale creativo.

«Giocare è una cosa seria!
I bambini di oggi sono gli adulti di domani
aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi
aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi
aiutiamoli a diventare più sensibili.
Un bambino creativo è un bambino felice!»
Bruno Munari, 1986

Una ricca programmazione che prevede ogni anno tre grandi mostre, oltre a progetti in sinergia con gli eventi di punta della città – Salone del mobile, PianoCity, BookCity e altri ancora – laboratori per le famiglie, progetti e laboratori in corrispondenza delle giornate/mesi dedicati ad argomenti di attualità – lʼambiente, lʼalimentazione, lʼintegrazione – ma anche servizi alle famiglie, campus e feste.

La prima mostra-gioco che inaugura la programmazione di MUBA si intitola “SCATOLE”, sarà aperta fino al prossimo 31 marzo e indaga il concetto di “scatola” attraverso il tema della scoperta, dellʼesplorazione sensoriale, dello sviluppo del pensiero progettuale creativo: diverse aree tematiche proporranno esperienze dirette sui concetti di volume, dentro-fuori, tridimensionalità e percezione.

MUBA ospita in modo permanente anche REMIDA MILANO, il progetto didattico e artistico che si basa sul riuso creativo dei materiali di scarto a fini educativi, con workshop dedicati a varie fasce dʼetà e aperti alle scuole. REMIDA è un progetto del Comune di Reggio Emilia e di Iren Emilia, gestito dalla Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi. Intorno a questa esperienza è nata la rete dei REMIDA che oggi si compone di 18 centri nel mondo di cui REMIDA MILANO è parte.

Dal 23 gennaio al 31 marzo, inoltre, il MUBA ospiterà, con ingresso libero, la mostra “Lʼessenza e lʼeccesso”, a cura di Paolo Ulian e prodotta da Best Up, circuito per la promozione dell’abitare sostenibile.

 

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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