Aakash Nihalani, “Vantage”

La Wunderkammern di Roma inaugura il 5 aprile “Vantage”, la prima mostra personale in Italia dell’artista newyorkese Aakash Nihalani.

Nato nel Queens (USA) ma di origini indiane, Aakash Nihalani (1986) utilizza nastro adesivo colorato, spesso fluorescente, per costruire semplici forme geometriche che simulano la tridimensionalità e che funzionano da continuazioni prospettiche delle strutture ambientali attigue. Predisposta la potenziale illusione, è il corpo umano ad entrare in gioco e a darle vita, ottenendo un effetto visivo ogni volta sorprendente e inatteso. Negli interventi di Aakash le persone interagiscono con la grafica come si farebbe con profondità e prospettiva reali, sia come attori che come spettatori.

Nihalani ha ricevuto nel 2008 un BFA dalla Steinhardt School, New York University (NYU). Nel 2012, gli è stata conferita una residenza da Lisa de Kooning presso lo studio di Willem de Kooning, a East Hampton, New York. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale ed è presente in una serie di pubblicazioni tra cui The New York Times, The Times of India, Vogue India, Artinfo e The HuffingtonPost.

Per Vantage, la sua prima mostra personale in Italia, Nihalani presenterà nuove opere, installazioni site-specific in galleria e vari interventi urbani permanenti ed effimeri nel contesto romano. Opere che giocano sul filo sottile di un punto di vista specifico, un Vantage umano e individuale appunto, dove basta evadere pochi passi dall’illusione percettiva e l’effetto si distorce sino a rompersi. Lo spazio pubblico diventa così un ambito di indagine individuale, per chi si muove “da dentro” o osserva “da fuori”, una occasione per sperimentare la realtà oltre gli schemi comuni di visione e pensiero, attraverso geometrie che hanno bisogno di essere interpretate e messe in atto da un corpo che le agisce e da uno sguardo che le riconosce. Vantage è appunto questo, un punto di vista privilegiato rispetto ad una particolare visione della realtà, in un incontro-scontro costante tra dimensione fisica e cerebrale dell’esistenza.

Nihalani spiega:

“La maggior parte dei pittori prendono la tela per dipingere sulla sua superficie limitata, io come un pittore parto dalla tela ma esploro i modi di scolpire/dipingere intorno ad essa, utilizzandola come un oggetto visivo in sé e per sé. Questi dipinti, come con la maggior parte delle mie opere, sono realizzati con un punto di vista specifico frontale, dove l’illusione funziona e le forme sembrano prendere vita.”

Per i lavori in galleria, l’artista si impegnerà con l’architettura dello spazio interno come fa di norma nello spazio urbano in relazione a ciò che già esiste. Con la nuova serie di opere, Nihalani

“tratta la “architettura” della galleria allo stesso modo della l’architettura della città. Come nel lavoro esterno, creato in reazione a cose che già esistono, in questi dipinti utilizzo lo stesso approccio, organizzando tele vuote su un muro per creare un’architettura provvisoria con la quale posso interagire. Le tele vengono lasciate bianche, abbinate al colore della galleria e diventano estensioni del muro. Dando alla tela una funzione formale nella composizione, il bianco raggiunge una pienezza e perde la sua “vuotezza”. Il processo è scultoreo e additivo ma è simile all’approccio alla tela come avviene nella pittura, colmando il divario tra i dipinti, le sculture e le mie installazioni interattive con nastro.”

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