Achab biciclette.
“Quadri poggiati sui pedali”

Per Achab la bicicletta è la tela su cui dipingere e la sua personale balena da ricercare.

Si fa chiamare Achab, è di Ferrara ma vive ad Amsterdam e ama in modo quasi ossessivo le sue biciclette. Per Achab la bicicletta è la tela su cui dipingere e la sua personale balena da ricercare. Le biciclette che realizza sono pezzi unici decorati e dipinti a mano e sono ispirate alle sue passioni artistiche, cinematografiche e letterarie: da Moby Dick ad Apocalypse Now, da Pollock all’arte Shunga. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare qualcosa in più del suo mondo.

“Sono i miei quadri, poggiati sui pedali. Full carbon. Decorate o dipinte a mano. Pezzi unici. Posso anche pensare di venderle, ma solo a chi le tratterà bene. Sono la mia ossessione e la mia passione. Io sono Achab e queste sono la mia balena”

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Perché Achab e chi è?
Per me Achab è qualcuno alla ricerca. Un po’ come Willard in Apocalypse Now o come i samurai. Alla ricerca di qualcosa che ti affascina ma che spesso è meglio non trovare: che sia il colonnello Kurz o che sia la morte in battaglia per i samurai.
Per me Achab è il viaggio, magari dentro se stessi. E anche in questo caso delle volte è meglio non partire. Per me Achab è chi, cercando il nemico, trova se stesso.

Nasci a Ferrara e vivi ad Amsterdam. Due città profondamente legate alla bicicletta. Un destino segnato il tuo?
Ho ricordi bellissimi legati alla bicicletta e a queste due meravigliose città: il primo è sul cannone di una Taurus nera di mio nonno che mi portava in giro così e mi raccontava delle storie della guerra (che non aveva fatto). E l’ultimo è quotidiano, quando carico mio figlio su un BakFiets, le bici con il cassone di legno davanti, e lo porto all’asilo prima di andare in ufficio. È il nostro momento di preparazione alla vita, una specie di bolla solo nostra prima di affrontare la realtà.

Achab è ossessionato unicamente dal dare la caccia alla mostruosa balena bianca che gli ha mozzato una gamba. Oltre ad avergli tolto una parte di sé lasciandolo mutilato, la balena gli ha dato anche la sua unica ragione di vita. Tu stesso dici che la bicicletta è la tua balena. Cosa ti ha donato e c’è qualcosa invece di cui ti ha privato?
I doni sono numerosi e solo per citarne alcuni: come ti senti grande quando ti tolgono le rotelle da bambino o quando porti la prima morosa sul cannone della bici e annusi il profumo dei suoi capelli. Poi il vento e il sole e la pioggia e il freddo se lo pratichi come sport o quando guardi giù dalla cima dello Stelvio. Forse quello che mi ha tolto, di recente, è un po’ di sonno: quando cerchi di trasformare la tua passione in un lavoro, le cose cambiano.

Samurai in the mud
«Un arciere ha un solo bersaglio, il suo cuore.» Adagio del Kyudo

Bicicletta unica. Ciclocross, Telaio Full Carbon Mono Scocca. Ruote Carbonio, Forcella Carbonio, Montata Shimano 105. Dipinta a mano.

La “ciclosofia” sostiene che quando si è in bici la percezione del mondo che ci circonda, ma anche di noi stessi, è diversa. Cosa significa per te pedalare?
Gli eschimesi hanno tantissimi modi per dire neve. Pedalare per me ha mille significati diversi, dipende dalla compagnia, dalla meta, dalla bici, se torni dopo aver fatto la spesa con tre sacchetti appesi al manubrio o se ti stai alleando. Pedalare per me è sempre una sorpresa.

Cosa rappresenta nella tua vita costruire biciclette e utilizzarle come tela? Come scegli i soggetti che riproduci sulle tue bici?
Io le biciclette le faccio per me e quindi mi rappresentano, o meglio rappresentano le mie passioni. Poi incidentalmente cerco di venderle. Ma il pensiero non è il mercato, cosa che a volte non aiuta…

Il 5% del ricavo dalla vendita di una bicicletta va al World Bike Relief e un altro 5% a un progetto di charity che stai seguendo personalmente in Zambia. Ci vuoi dire di cosa si tratta?
In Zambia, a Livingstone, è in piedi un progetto che seguiamo da anni. Si tratta di una scuola (YCTC) di formazione professionale per giovani in difficoltà (orfani) che offre corsi di falegnameria, sartoria, meccanica, catering. La forza della scuola è che sta diventando sempre più autonoma finanziariamente vendendo i prodotti realizzati dalle unità produttive della scuola stessa. Non è un progetto di charity fine a se stesso ma è un progetto che funziona ed è sostenibile; invece di regalare un pesce insegna a pescare, per citare il famoso detto, crea delle competenze e aiuta i giovani a crearsi un futuro migliore. Il nostro sogno, in futuro, è installare una sezione di produzione di bici per Livingstone, dove, come anche nel resto dell’Africa, un terzo del trasporto delle merci avviene ancora sulla testa delle donne.


Cuore di tenebra
«Si vive come si sogna: perfettamente soli». J. Conrad

Bicicletta unica. Telaio full carbon mono scocca. Ruote carbonio 404, tubolari, forcella carbonio, montata shimano 105. Decorata a mano.

Jackson Squirting
«Painting is self discovery. Every good painter paints what he is.» J. Pollock

Bicicletta unica. Telaio full carbon mono scocca. Cerchi acciaio, tubolari, forcella carbonio, montata shimano. Dipinta a mano.

L’inflessibile bastone dell’amore
«A questo rinsecchito albero e nudo sei una nuova primavera:
 con rigoglio di fronde esplosione di fiori la promessa antica si invera …» Nuvole Vaganti – Ikkyu Sojun

Bicicletta unica. Routa fissa, telaio full carbon mono scocca. Cerchi Velocity, tubolari, forcella carbonio, sella brooks, manubrio legno Ciclistica, montata shimano. Decorata a mano.

Moby Dick
«La forza del desiderio e la consapevolezza della rovina. Volere qualcosa che sai ti distruggerà è un’esperienza metafisica. C’è chi la implora e chi la rifugge.» G. Romagnoli.

Bicicletta unica. Triathlon, telaio full carbon mono scocca. Ruote carbonio 808, tubolari, forcella carbonio, montata shimano durace. Dipinta a mano.

Un gran bel pezzo di carne
«Un corpo senza testa… ci vogliono trenta minuti… ce ne metterò dieci». Mr Wolf – Pulp Fiction

Bicicletta Unica. Routa Fissa, Telaio Full Carbon Mono Scocca. Cerchi Velocity, Tubolari, Forcella Carbonio, Sella Brooks, Manubrio Legno Ciclistica, Montata Shimano. Dipinta a mano con Air brush.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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