Memorie Urbane, Street Art Festival

La street art ha cambiato il nostro modo di pensare, diventa amore, fede e nutrimento artistico per la vita di tutti noi e sta cambiando radicalmente il volto delle nostre città. Con oltre 40 muri realizzati e 23 artisti partecipanti, Memorie Urbane (dal 3 aprile al 9 settembre 2014) parte dal bilancio corposo delle passate edizioni per moltiplicare la sua sfida.

Il concept della campagna 2014  racconta la biografia dello street artist, una vita dedicata alla comunicazione e alla fantasia. Una figura sconosciuta, avvolta in un alone di mistero ma contemporaneamente celebre per la sua capacità comunicativa, libera e gratuita.
Il protagonista è proprio lui, l’artista “senza volto” che “cambia volto alla città”.

La campagna multisoggetto riporta tre figure senza faccia, su fondo limbo. Un uomo devoto, con il credo dell’arte di strada, prega il suo Dio con un rosario alternativo, con gli acini composti da tappini spray. Una donna, una moglie, che ha sposato la causa della street-art, pronta all’altare con un bouquet di pennelli intrisi di inchiostro. E una bambina, con un lecca lecca che è un tappo di un barattolo di vernice, che racconta l’innocenza creativa e il divertimento che si prova dinanzi alle opere che si incontrano in strada.

I tre soggetti rappresentano tre diversi livelli di età e raccontano una duplice storia. Quella del pubblico: perché l’opera d’arte e la comunicazione arriva a tutti. E quella dello street-artist: perché la sua passione inizia nell’infanzia, cresce negli anni e si conclude alla fine del processo creativo. Ammesso che vi sia una fine.

Le città
Oltre a Gaeta, che ha ospitato la prima edizione del festival, e a Terracina, che ha partecipato con entusiasmo alla seconda, quest’anno saranno protagoniste anche Itri , Fondi, Arce e il capoluogo Latina. Le prime due, con la rassegna INAttesa-the art at bus stop, hanno già respirato l’aria “street” del Festival con le pensiline degli autobus trasformate in vere opere d’arte.

Gli artisti
Il Festival conferma la sua internazionalità, con una ricerca artistica a tutto tondo nella scena della streetart mondiale. I protagonisti dell’edizione 2014 saranno 22 gli artisti provenienti da tutto il mondo.

Per laprima volta in Italia lavoreranno: Alexsey Luka (Russia), Anders Gjennestad/Strok (Norvegia), David de LaMano (Spagna), Eime (Portogallo), Etam Cru (Polonia), Ernest Zacherevic (Lituania), Levalet (Francia), Martin Whatson (Norvegia), Natalia Rak (Polonia), Pablo Herrero (Spagna), Seth (Francia); e poi Aloha Oe (Italia), E1000 (Spagna), Etnik (Italia), ICKS (Italia), Millo (Italia) e Nelio (Francia), alcuni dei quali ci hanno fatto compagnia con il progetto INAttesa.

Ma le sorprese non sono finite perché torneranno a grande richiesta gli amatissimi: Agostino Iacurci (Italia), Alice Pasquini (Italia), Borondo (Spagna), Hyuro (Argentina), MP5 (Italia), protagonisti di Memorie Urbane nelle passate edizioni e negli eventi collaterali al festival, con risultati indimenticabili.

Natalia Rak
MP5
Ernest Zacherevic
David De La Mano
Levalet
Eime

Le conference
“Street art , umanità e paesaggio” e “la conservazione dell’arte urbana” saranno le tematiche al centro delle due giornate di conference che si terranno il 10 maggio e il 24 maggio a Terracina e che porteranno sui luoghi del festival importanti studiosi, critici d’arte, giornalisti, curatori da diverse parti del mondo per contribuire al dibattito critico sul tema dell’arte urbana, di grande attualità ed interesse ed al centro dell’attenzione dei media.

Il 10 maggio si parlerà di Human landscape: paesaggio urbano, paesaggio umano, la prima giornata di conference curata da Mariangela Capozzi. I relatori saranno: Agostino Iacurci, artista; Vittorio Parisi, critico e curatore di arte urbana; Elisa Pierandrei, arabista, giornalista e autrice di Urban Cairo. La primavera araba dei graffiti; Sabina Chagina, curatrice del Festival di arte urbana LGZ di Mosca; Salvatore Brocco/Solko, organizzazione Memorie Urbane.

Il 24 maggio si parlerà invece di The future of identity, per la seconda giornata curata da Alessia Carlino. Sono invitati ad intervenire: il Prof. Antonio Rava, restauratore e docente universitario presso il Politecnico di Torino, Pietro Rivasi, fondatore del festival di street art Icone Modena, Christian Omodeo, ricercatore e fondatore della piattaforma digitale Le Grand Jeu; Fijodor Benzo, responsabile dell’associazione culturale “Il Cerchio e le Gocce” di Torino; Davide Rossillo, ideatore ed organizzatore di Memorie Urbane.

Pablo Herrero
Martin Whatson
Etnik
Etam Cru2

La campagna 2014 è stata realizzata da Turismo Creativo
presso appia studios di Terracina
creative director Davide Scarpantonio
foto Flavia Fiengofoto
backstage Arianna Barone
modelli Lino Fiengo – Zoe Santillo – Valeria Iodice
style Adelaide Alligalli di Interno3
make up Erica Sanna

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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