Memorie Urbane, work in progress #2

Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti
Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti

È passato il primo mese del festival Memorie Urbane, gli artisti stanno continuando a lasciare le loro firme sul litorale pontino e l’eco dell’evento è già grande. In questi mesi, fino a settembre, Design Playground seguirà le tracce dell’evento mostrando come tutte le città coinvolte stanno cambiando il loro volto. Pubblicheremo di volta in volta le immagini e i video che documenteranno tutte le opere realizzate dagli artisti. Il paesaggio urbano di questi luoghi cambierà e si rinnoverà. E noi saremo lì per mostrarvelo.

Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti
Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti

Mentre l’artista Millo sta portando a termine una parete di quasi 30 metri a Fondi, la manifestazione ha visto il primo passo in Ciociaria grazie all’intervento di Ernest Zacharevic, il quale, dopo aver decorato Gaeta, raggiunge Arce, in provincia di Frosinone. L’artista ventisettenne lituano, dopo gli studi a Londra, si è trasferito in Malesia dove ha avuto modo di affermarsi fortemente suscitando interesse da tutto il mondo. Approda con la sua prima grande opera in Italia usando i colori sulle alte pareti di una cabina elettrica in disuso, situata immediatamente al di sotto della piazza principale del paese. L’opera raffigura tre bambini dai tratti orientali intenti in diverse azioni che interagiscono attivamente con l’ambiente circostante e con la struttura stessa che gli fa da tela.

Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti
Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti

“Vedo le mie opere come un’esperienza piuttosto che come un oggetto e la mia ispirazione viene dalla costante osservazione della vita di tutti i giorni”. (E. Z. Graffiti prints)

Il tema ricorrente nei suoi ultimi lavori  è quello del gioco dei bambini in tutta la sua innocenza come spunto di riflessione per l’ampio pubblico della street art.

Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti
Ernest Zacharevic, Arce | Ph. Dante Corsetti

Ora la crew di Memorie Urbane si sposta a Fondi per un appuntamento davvero speciale con due “giganti” della street art a confronto in strada e in galleria. Due strade nell’esplorazione della sfera urbana, si incontrano e si scontrano all’interno di un luogo chiuso: Etnik e Millo, il colore e il bianco e nero per eccellenza, andranno ad animare le pareti dello spazio espositivo, che prenderà vita con soluzioni inedite e tutte da scoprire.

Il 25 aprile Memorie Urbane sarà ospitato dallo spazio di Basement Project Room, prezioso partner di questa edizione del festival, per una riflessione artistica che parte dalla strada e va ad arricchire lo spazio interno, andando a costruire una sorta di cabinet meditativo che sarà possibile visitare nel periodo del festival, dal 26 aprile al 2 giugno 2014.
Inoltre, ad aprire le danze di maggio ci sarà la prima personale di Aloha Oe a Latina, negli spazi di  Aus+gallerie, galleria d’arte contemporanea. Continuate a seguirci!

Millo, Fondi | Ph. Arianna Barone
Millo, Fondi | Ph. Arianna Barone
Millo, Fondi | Ph. Arianna Barone

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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