Pulp, la nuova rivista firmata Fedrigoni

Pulp è una nuova rivista internazionale trimestrale che parla di persone e storie che ruotano intorno al mondo della carta. Realizzato in Italia da Fedrigoni, Pulp è stato sviluppato dal team londinese di Eye magazine, sotto la direzione editoriale di John Walters e artistica di Simon Esterson.

Tecniche di Stampa, caratteri, impaginazioni, progetti grafici ed editoriali, illustrazioni, fotografie, archivi, scambi di idee con le persone che muovono tutto questo e tanta carta con la quale sono realizzati i progetti che ne emergono: questi sono gli argomenti di cui si occuperà Pulp. La comunità nella quale Fedrigoni, con le sue carte grafiche, quotidianamente è coinvolta, è composta da stampatori, cartotecnici, editori, fotolito, designer, illustratori, fotografi e creativi sempre alla ricerca di stimoli nuovi e a loro volta fonte di ispirazione e lo scopo di Pulp è quello di contagiare ed essere contagiato.

Un sommario denso e importante per il numero di presentazione che si apre con un approfondimento sul mondo della stampa digitale, attraverso il dialogo con alcuni stampatori anglosassoni, Screaming Colors, Moo e Ripe Digital, per capire come la nuova tecnologia sta influenzando il loro business, i possibili sviluppi, l’importanza della scelta della carta e alcuni esempi di particolare rilievo. Prosegue poi con un’intervista con Rino Maccaccaro, curatore dell’Archivio Storico Fedrigoni, dove lavora dal 1954, e ancora con una esplorazione del mondo delle illustrazioni di Beppe Giacobbe e del lavoro di Italo Lupi attraverso la sua Autobiografia Grafica.

Il primo numero di Pulp, edizione speciale Fuorisalone, è stato presentato a Milano venerdì 11 aprile 2014 presso Fabriano Boutique, con una introduzione di Simon Esterson che ha raccontato la genesi del progetto editoriale e la partecipazione straordinaria di Beppe Giacobbe e Italo Lupi.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Charles Anderson, artista