Memorie Urbane, work in progress #4 Iacurci e LUKA

Agostino Iacurci, Arce - ph. Dante Corsetti
Agostino Iacurci, Arce – ph. Dante Corsetti

È passata un’altra settimana dal nostro ultimo reportage dal festival Memorie Urbane ed è venuto il momento di raccontare le opere realizzare da altri due artisti: il primo italiano, Agostino Iacurci, e l’altro russo, Alexey Luchko (LUKA). In questi mesi, fino a settembre, Design Playground seguirà le tracce dell’evento mostrando come tutte le città coinvolte stanno cambiando il loro volto. Pubblicheremo di volta in volta le immagini e i video che documenteranno tutte le opere realizzate dagli artisti. Il paesaggio urbano di questi luoghi cambierà e si rinnoverà. E noi saremo lì per mostrarvelo.

Agostino Iacurci, di cui abbiamo già parlato (in questo post) in occasione della mostra organizzata presso la galleria romana Wunderkammern, ha appena completato il nuovo murales di Arce, intitolato Homo Paleolicus che raffigura un personaggio in volo con un aereo di carta, sopra quello che sembra un paesaggio vulcanico. L’ironia tipica di Agostino inserisce nuovamente l’uomo in uno scenario di tensione tra opposti, da una parte la leggerezza e la fragilità dell’aereo che lo sostiene e dall’altra la pesantezza della minaccia che scaturisce dal basso. Un’alternanza tra serenità e catastrofe che viene resa attraverso un tratto illustrativo fatto di toni brillanti e piatti che si inseriscono nel contesto urbano quasi a fondersi cromaticamente con il paesaggio circostante.

Agostino Iacurci, Arce – ph. Dante Corsetti
Agostino Iacurci, Arce – ph. Dante Corsetti
Agostino Iacurci, Arce – ph. Dante Corsetti
Agostino Iacurci, Arce – ph. Dante Corsetti

Erede del Neoplasticismo di Le Corbusier, Luka tradisce la sua formazione architettonica con una preferenza per la composizione geometrica e la ricerca cromatica. Amante di artisti come Malevic ed El Lissitzky, interpreta la realtà con delle singolari lenti astratte attraverso le quali racconta un mondo con assoluta originalità. Stupisce l’abilità compositiva con cui, partendo da bozzetti realizzati sul proprio taccuino, sceglie le tecniche espressive più adatte, passando dalla pittura, al muralismo, al collage e alla scultura. Ecco qui i due murales realizzati per Memorie Urbane, uno ad Arce e l’altro a Terracina.

Alexey Luka, Arce – ph. Dante Corsetti
Alexey Luka, Arce – ph. Dante Corsetti
Alexey Luka, Arce – ph. Dante Corsetti
Alexey Luka, Arce – ph. Dante Corsetti
Alexey Luka, Arce – ph. Dante Corsetti
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone
Alexey Luka, Terracina – ph. Arianna Barone

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Linda Linko, illustratrice