Metropolitan Museum of Art di New York, 400.000 immagini diventano di pubblico dominio

Piazza San Marco Canaletto (Giovanni Antonio Canal) (Italian, Venice 1697–1768 Venice)

Il 16 maggio scorso Thomas P. Campbell, direttore e CEO del Metropolitan Museum of Art di New York ha annunciato l’iniziativa che prevede l’accesso e il download gratuito di 400.000 immagini ad alta risoluzione digitale della collezione, per uso non commerciale e utilizzabili per qualsiasi pubblicazione senza l’autorizzazione del museo e senza alcun tipo di tassa. Numero che vedremo crescere man mano che nuovi file saranno digitalizzati.

«Grazie a questa nuova politica di accesso aperto, ci uniamo a un numero crescente di musei che forniscono l’accesso gratuito alle immagini d’arte di pubblico dominio. Sono lieto che la tecnologia digitale può aprire le porte a questo tesoro d’immagini della nostra enciclopedica collezione». Thomas P. Campbell

Studies for the Libyan Sibyl (recto); Studies for the Libyan Sibyl and a small Sketch for a Seated Figure (verso) Michelangelo Buonarroti (Italian, Caprese 1475–1564 Rome)

Piazza San Marco Canaletto (Giovanni Antonio Canal) (Italian, Venice 1697–1768 Venice)

Samson Rending the Lion Albrecht Dürer (German, Nuremberg 1471–1528 Nuremberg)

Le immagini che fanno parte di questa collezione sono identificabili nel sito web con l’acronimo OASC, che sta per Open Access for Scholarly Content, poiché lo scopo di questa iniziativa è garantire che il museo possa essere una risorsa per studenti, insegnanti, ricercatori, curatori, editori accademici, documentaristi non commerciali e altri soggetti coinvolti nel lavoro scientifico o culturale.

Le opere che non sono state inserite in questa collezione sono per differenti ragioni non utilizzabili a pubblico dominio: il lavoro è ancora sotto copyright o lo status del copyright non è chiaro, questioni di privacy o di pubblicità, l’opera è di proprietà di una persona o un ente diverso da quello del Metropolitan Museum, restrizioni dell’artista, del donatore o del creditore, o la mancanza di una immagine digitale di qualità adeguata.

Chi ama l’arte non potrà non trascorrere delle ore ad osservare da vicino le migliaia di opere di grandissimi artisti del passato scrutando ogni pennellata dei loro dipinti, ogni dettaglio delle loro sculture, o a farsi trasportare indietro nel tempo dai preziosi manufatti e dai sapienti manoscritti di antiche civiltà provenienti da tutto il mondo. Diecimila anni di storia e oltre centinaia di culture saranno di fronte ai vostri occhi e chiunque potrà goderne.

Madame Manet (Suzanne Leenhoff, 1830–1906) at Bellevue Édouard Manet (French, Paris 1832–1883 Paris)
Boating Édouard Manet (French, Paris 1832–1883 Paris)
Self-Portrait Rembrandt (Rembrandt van Rijn) (Dutch, Leiden 1606–1669 Amsterdam)
Herman Doomer (born about 1595, died 1650) Rembrandt (Rembrandt van Rijn) (Dutch, Leiden 1606–1669 Amsterdam)
“Alberti Dvreri pictoris et architecti praestantissimi De vrbibvs…” Albrecht Dürer (German, Nuremberg 1471–1528 Nuremberg)
Madonna and Child Giovanni Bellini (Italian, Venice, active by 1459–died 1516 Venice)
The Steerage, Alfred Stieglitz (American, Hoboken, New Jersey 1864–1946 New York), 1907, Photogravure
Ciotola della fine del XII secolo/prima metà del XIII secolo. Siria, Raqqa
Statuetta di Iside e Horus. Periodo macedone-tolemaico, 332-30 a.C., Egitto

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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