“Open”, a Milano molto più di una semplice libreria

Una libreria pensata per chi ama sfogliare e leggere i libri in assoluto relax.

OPEN è uno spazio di 1000 mq con libri che possono essere acquistati o letti comodamente seduti sui divani; tablet per navigare, informarsi e scoprire il mondo delle APP; un communal table di 20 metri per scrivere, mangiare, pensare in libertà; un’area di co-working per progettare stili di vita e condividere idee; tre meeting room per piccoli progetti e grandi presentazioni, un gourmet bar. Tutto questo sintetizzato in un unico spazio creato con una logica di contaminazione tra le diverse aree e frutto di una intelligenza collaborativa.

“Il settore dell’editoria è in crisi. Le persone acquistano meno libri, quotidiani e riviste, ma le stesse persone leggono più di prima: leggono in modi e luoghi nuovi. Immaginare un nuovo concetto di libreria più ampio, digitale e collaborativo è la risposta a questa crisi.Giorgio Fipaldini ideatore e amministratore delegato di Open racconta da quali premesse è nata questa visione.

OPEN è prima di tutto una libreria pensata per chi ama sfogliare e leggere i libri in assoluto relax. L’attenta selezione dei libri crea una serie di percorsi inediti, facendo dialogare diversi generi con lo spazio. I nuovi lettori digitali hanno a disposizione gratuitamente tablet o e-reader, completi di contenuti informativi e d’intrattenimento, che spaziano dai giornali alle app più innovative. Per guidare i lettori nella giungla dei contenuti digitali, l’assistenza è garantita dalla nuovissima figura del libraio digitale. E poi non resta che sprofondare nella lettura, scegliendo tra comodi divani, poltrone o la communal table, oggetto-simbolo della filosofia collaborativa e sociale di questo progetto.

“La socializzazione e la contaminazione sono i principali ingredienti della nostra formula. Open è uno spazio fisico che integra e completa quello virtuale, è il nuovo social nel senso più attuale e moderno del termine”. Fabrizio Cosi, socio fondatore di Open e fondatore dei Podisti da Marte

Lo spazio, progettato con la consulenza di A. Marcante e A. Testa di UdA Architetti in collaborazione con LAGO, azienda italiana dedicata alla progettazione e produzione di sistemi di arredo che ripensano il modo di vivere e lavorare, offre al visitatore libertà di movimento in un’atmosfera home feeling.

OPEN è uno spazio di contaminazione e condivisione di idee e progetti. Per questo mette a disposizione postazioni di co-working e sale riunioni, spazi dedicati a liberi professionisti, consulenti, start-up e a tutte le piccole e nuove realtà imprenditoriali, senza alcuna esclusione.

“OPEN riempie il calendario con una vivace programmazione: laboratori, workshop, presentazioni ed incontri, pensati sia per professionisti, che per studenti e famiglie. Anche in questo caso viene data ampia importanza ad un approccio smart, come nel format “Meet, Talk & Taste”, in cui si privilegia un contatto diretto e informale tra il relatore e il pubblico.” Carla Parisi, una dei quattro soci fondatori del progetto

OPEN ha scelto una proposta food trasversale e sfiziosa, e soprattutto rappresentativa della propria filosofia, affidandosi al fast gourmet Ottimomassimo. In uno luogo in cui sono le persone e le loro esigenze a definire spazi e tempi, la cucina a vista occupa una posizione centrale e offre colazioni, pranzi, merende e aperitivi, in una atmosfera conviviale e rilassata.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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Niko Giovanni Coniglio, fotografo ritrattista