“Scenes”, Barry Underwood

Barry Underwood, Trace (Blue) – 2008

L’artista americano Barry Underwood costruisce con sensibilità teatrale scenari fantastici, dipingendo con la luce su paesaggi incantati. Attraverso l’illusione e l’immaginazione, le sue fotografie esplorano le potenzialità del comune: luce e colore alterano la percezione dello spazio e rendono astratte le forme del paesaggio.
Ispirato dal cinema, dalla land art e dalla pittura contemporanea, Underwood sintetizza tutto questo attraverso la fotografia, complice delle sue visioni.

La mia opera esamina la comunità e l’uso che questa fa del suolo in siti rurali, urbani e suburbani. La curiosità verso la storia ambientale e sociale dei luoghi motiva il mio lavoro. Attraverso la bellezza e le potenzialità di un paesaggio ordinario una scena quotidiana si trasforma in una memorabile esperienza visiva.

Ogni immagine è un dialogo, il risultato del mio incontro diretto con la natura e la storia. Ispirato dalla land-art, la fotografia di paesaggio e la pittura, così come il cinema, le mie fotografie sono surreali e familiari allo stesso tempo. Questa tensione tra il familiare e il surreale conferisce alle immagini uno strano potere. Le fotografie documentano installazioni su larga scala costruite in loco, immergendomi in una lettura istintiva del paesaggio, e quindi alterando la scena attraverso luci a LED e altri effetti fotografici. Nelle stampe finali, le luci e le alterazioni appaiono come intrusioni, trasformando i paesaggi in immagini astratte.

Le sue fotografie sono state scattate in diverse località del Nord America. Underwood è stato ospite in residenze d’artista al Banff Center for the Arts (Canada), I-Park Foundation (CT), Headlands Center for the Arts (CA), The Center for Land Use Interpretation (UT) e al MacDowell Colony (NH).

Sarà in mostra presso la Sous Les Etoiles Gallery di New York dal 29 maggio al 12 luglio 2014

 

Barry Underwood, Fish II – 2003
Barry Underwood, Orange – 2007
Barry Underwood, Rodeo Beach – 2009
Barry Underwood, Wendover II (for John) – 2011
Barry Underwood, Miwok Trail – 2010
Barry Underwood, Tesla -2012
Barry Underwood, Brush Brook – 2012
Barry Underwood, Parade Field – 2009Barry Underwood, Aurora (Green) – 2007
Barry Underwood, Norquay (Yellow) – 2007

All images courtesy Barry Underwood and Sous Les Etoiles Gallery

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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