Sucabaruca, Luca Nichetto

L’idea del caffè set Sucabaruca nasce dall’incontro tra il designer italiano Luca Nichetto con John Baker e Juli Daoust nel settembre del 2013 presso Mjölk, la loro galleria di Toronto. I due galleristi lo hanno incoraggiato a realizzare un prodotto adatto alla loro struttura usando unicamente le risorse artigianali presenti nel territorio.
Nichetto ha voluto seguire il filo rosso tracciato in precedenza dai designer Claesson Koivisto Rune, così da creare un prodotto che si potesse accompagnare al progetto “Ceremony” che gli stessi avevano già realizzato per lo stesso locale.

Considerato che da molti anni la mia vita è divisa tra Stoccolma e Venezia, città nella quale sono nato e dove risiede il Caffè Florian, tra i più antichi d’Europa, mi è venuto subito l’idea di progettare un coffee set che mira a combinare il rito moderno del caffè filtrato, che accomuna diversi paesi tra cui il Nord America e la Scandinavia, alla tradizione rinomata della mia nazione dove questa bevanda è un culto consolidato da secoli.

Il coffee set Sucabaruca è ricco di riferimenti culturali e formali dati dalla commistione di persone coinvolte nel progetto. Il corpo principale, di forma conica ricorda il famoso personaggio di Armando Testa “Carmencita”, presente nel programma televisivo degli anni ’60 chimato “Carosello”. I pattern vogliono enfatizzare, con le incisioni a mano su ceramica, l’unicità tra i componenti, così come per il vassoio, per il quale vengono utilizzati materiali come l’acero canadese o il marmo che, una volta lavorati, rivelano venature sempre diverse e uniche. Come in un gioco gli elementi del set possono essere impilati e combinati a piacere seguendo le differenti personalità offerte dalle 3 palette di colori, dal total white, ispirata allo stilista Martin Margiela, ai toni pastello, caratteristici delle architetture giapponesi, alle tonalitá pop, tributo all’artista multi-disciplinare Jean-Paul Goude.

Un progetto che, da subito, ha coinvolto persone di diverse culture e nazioni; John e Juli che raccolgono e distribuiscono in Canada prodotti per la maggior parte scandinavi e giapponesi, la ceramista canadese Alissa Coe, che ha realizzato i prototipi interpretando sapientemente il progetto e Valeria Moiseeva, designer ed artista di origine russa ma newyorkese di adozione, la quale ha contribuito allo sviluppo del coffee set in collaborazione con gli studi Nichetto in Svezia e in Italia. Tutte queste persone hanno arricchito il progetto rendendolo uno straordinario melting pot di idee ed energie su scala internazionale.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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