“Tutti in sella!”

Al MUSE la mostra sulle biciclette storiche e Gino Bartali.

Il MUSE celebra con una mostra aperta fino al 9 giugno 2014 la passione dei trentini per la bicicletta, nata nel lontano ’800 con l’arrivo delle prime due ruote. Al centro dell’esposizione, la storia del ciclismo e la straordinaria vicenda umana di Gino Bartali, protagonista di tante salite e di grandi sfide sulle montagne del Trentino.

“Quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita” cantava Paolo Conte, tracciando in poche parole il ritratto di uno degli eroi e simboli dell’Italia degli anni ’40 e ’50, Gino Bartali. Un’icona pop, si direbbe oggi. Grande scalatore, molto forte nelle tappe di montagna – nelle quali ha costruito i suoi tronfi in due Tour de France e tre Giri d’Italia, competizione che lo ha visto anche aggiudicarsi per ben sette volte la classifica Gran Premio della Montagna – è proprio in Trentino che ha dato maggiore spettacolo. Il “territorio della farfalla”, nel centenario della nascita del campione, gli dedica la mostra “TUTTI IN SELLA! Sulle strade e nei campi, storie di biciclette e di Gino Bartali”, in programma al MUSE di Trento dal 30 aprile al 9 giugno 2014.

Il percorso espositivo arriva al MUSE con una sezione riservata alle piste ciclabili del Trentino e si inserisce in un percorso che vede il museo, quale ente dedicato alla conservazione della natura, impegnato a promuovere – attraverso l’attività didattica, di divulgazione scientifica e la pratica quotidiana – la diffusione di buone prassi nell’ambito della sostenibilità ambientale, dell’attenzione per l’ambiente e della mobilità alternativa.

Tutti in sella, dunque, grazie al MUSE che con convinzione e coerenza con la propria  missione promuove anche attraverso questa mostra temporanea le due ruote e il trasporto sostenibile. Le piste ciclabili del Trentino costituiscono da  anni una rete di percorsi piacevoli che il MUSE intende valorizzare promuovendo visite ed esplorazioni green nel territorio trentino, nella città e connettendo anche gli altri musei e centri culturali della regione grazie alle due ruote.

Prima iniziativa volta a incentivare e promuovere il turismo eco-culturale, sarà ad esempio l’apertura all’esterno del MUSE, nel quartiere Le Albere e in concomitanza con l’esposizione, del “Prestabici Tambosi” punto noleggio e bike-service per i cicloamatori, specializzato nell’assistenza e nella segnalazione degli itinerari, e prenotabile on-line in abbinamento con il biglietto del MUSE.

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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