Balkan Floods: il primo progetto di Cause.works

La cicogna bianca è un grande uccello della famiglia dei ciconidi. Il suo piumaggio è prevalentemente bianco con il nero sulle ali. Gli adulti hanno lunghe zampe rosse e becchi rossi, lunghi e appuntiti. Le T-shirt realizzate per Balkan Floods sono illustrate con motivi classici balcanici e serigrafate su cotone di alta qualità.

Gli ingenti danni causati dalle recenti inondazioni nei Balcani, in Croazia, Serbia e Bosnia, hanno spinto un gruppo di giovani creativi (Niko Crnčević, industrial designer, Lea Jurin, designer, Dragan Kordić, visual artist, Maja Subotić, visual artist, Ivorin Vrkaš, graphic designer & visual artist) a dar vita a una iniziativa denominata Cause.works, una piattaforma online open-source per la creazione e la realizzazione di campagne a scopo benefico o di sensibilizzazione, che fornirà modelli e risorse per chi volesse crearne una autonomamente, rendendo il processo più semplice e immediato.

Balkan Floods è il primo progetto creativo (ideato dallo stesso team) che si pone lo scopo di raccogliere fondi a favore delle zone dei Balcani colpite dalle inondazioni degli scorsi mesi.

Il progetto è stato presentato  il 30 maggio durante il Dan D Festival a Zagabria in Croazia. Sono stati creati materiali di identità visiva e T-shirt. Tutti i prodotti sono stati stampati manualmente in serigrafia low-budget. Il carattere utilizzato è il Balkan Sans progettato e donato per la causa dai designer Marija Juza e Nikola Gjurek. I proventi della vendita andranno a vari enti di beneficenza per la ricostruzione delle zone devastate a causa delle inondazioni.
Dopo la fase iniziale di avvio, i Cause.workers hanno in programma una mostra-asta itinerante e una rivista monografica.

Potete sostenere la causa (e quelle future) effettuando acquisti direttamente dal loro shop.

 

 

Kulen, una salsiccia balcanica aromatizzata.
La Rakija è una bevanda alcolica popolare nel Sud-Est dell’Europa, prodotta dalla distillazione di frutta fermentata.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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