Jonathan Koshi: tag, porte, matita e carta.

Nei suoi recenti lavori matita su carta il designer americano Jonathan Koshi (che generalmente si occupa di user experience) esplora l’iconografia della cultura pop concentrandosi sulla tensione tra arte, graffiti, atti di vandalismo e architettura e, nello specifico, in quale misura il tagging si relaziona con i disegni architettonici delle porte d’ingresso dei palazzi. Impiega la classica tecnica di disegno a matita per catturare i dettagli dei tag e degli elementi architettonici per creare un’opera d’arte memorabile dove il vandalismo diventa una componente essenziale.

Le porte della serie sono state fotografate, nell’arco di tre mesi, nelle città dove Jonathan ha vissuto o che ha visitato: Bruxelles, Roma, Firenze, Parigi, Amsterdam e Copenhagen. I disegni sono diventati un modo per interagire con i luoghi intorno a lui, non solo attraverso l’osservazione e l’apprezzamento ma anche attraverso questa sorta di omaggio.

Chaussée de Boondael 191
Rue Beaubourg 99
Rue de l'Arbre Bénit 117
Rue Les Broussart 61
Via Del Babuino 58
Via Del Pellegrino 126
Via Del Pellegrino 105
Via Marsala 44

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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