“Let’s make some great art”, Marion Deuchars

Un libro che rompe gli schemi attraversando la storia e le tecniche dell'arte lasciando al tempo stesso ampio spazio alla fantasia.

Marion Deuchars è un’illustratrice di fama internazionale. Ha realizzato copertine per Penguin Books, campagne pubblicitarie per Volkswagen, Ford e Formula Uno, illustrazioni per The Guardian, New York Magazine e Jamie Oliver. Marion è l’autrice del libro best seller Let’s make some great art pubblicato per Laurence King Publishing nel 2011.

Let’s Make Some Great Art è un libro interattivo attraverso il quale il lettore viene coinvolto in prima persona in piccole esperienze di creazione artistica. Prendendo spunto dalle più note opere d’arte, Marion Deuchars, propone una serie di esercizi di disegno e composizione che stimolano l’immaginazione e accompagnano alla scoperta del mondo dell’arte all’atto pratico.
Si tratta di un libro che si rivolge soprattutto ai bambini, ma che può essere destinato agli artisti di ogni età. Un libro che rompe gli schemi attraversando la storia e le tecniche dell’arte lasciando al tempo stesso ampio spazio alla fantasia. È possibile completare il sorriso di Monna Lisa o progettare il proprio disegno ispirato allo stile di Jackson Pollock o addirittura seguire passo-passo le istruzioni su come disegnare un uccello e come dargli un’espressione, nonché un metodo infallibile per disegnare una bicicletta.

Marion Deuchars ha pubblicato successivamente a questo libro anche Let’s Make Some Great Fingerprint Art e in uscita a settembre 2014 Draw Paint Print like the Great Artists nel quale Marion fa scoprire ai lettori nuovi modi per fare arte presentando diciotto grandi artisti, come Salvador Dalì, Paul Klee o Joan Mirò, con i metodi, i materiali e le idee che hanno fatto delle loro opere dei capolavori e come queste tecniche possono essere applicate alle proprie creazioni.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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