Sestini&Corti, design artigianale nel cuore della Toscana

La Sestini&Corti è un’azienda a conduzione familiare nata negli anni ’70 che opera in un’antica leopoldina del Settecento nel cuore della provincia di Siena. I soci fondatori, Aldo Sestini, Maria Teresa Sestini e Mauro Corti, hanno da sempre lavorato nel settore di rivendita di materiali per ristrutturazione e arredamento ma negli ultimi anni, la nuova generazione, fatta da Jacopo Sestini, Paolo Sestini e Giovanni Corti, si è specializzata nella sperimentazione e progettazione di soluzioni per interior ed exterior design.

In circa 45 anni di attività abbiamo accumulato molti oggetti e materiali di recupero, da vecchie botti per il vino a travi in legno, dal mobilio di antiche attività artigiane a vecchi utensili. Oggi cerchiamo di dare una nuova vita a tutto ciò. Gli oggetti e i materiali provengono da varie parti d’Italia ma soprattutto dalla Toscana, una terra che un tempo era ricca di laboratori artigiani dove tavoli, scaffali, arnesi, cassettiere, ecc. sono stati consumati dal tempo e dall’usura lasciando patine e colori unici.

Ogni oggetto della Sestini&Corti nasce dalla materia, da un un vecchio legno, un ferro ossidato o da un vecchio oggetto cercando di conciliarne l’utilità di arredo con un’estetica curata e ricercata. L’obiettivo è quello di dare vita a oggetti curati nei minimi dettagli per un arredo che fonda linee contemporanee con superfici “materiche”, adattabile sia in contesti rustici che moderni, sia in ristoranti o spazi commerciali.
La collaborazione con una rete di artigiani specializzati capaci di lavorare materie come il ferro e il legno, garantisce un’alta qualità, una cura minuziosa dei dettagli e anche una particolare flessibilità nel rispondere alle differenti esigenze dei clienti.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
“Heroes”. Ashkan Honarvar