Manoteca, il laboratorio bolognese del “ready-made”

Manoteca è un laboratorio di design artigianale fondato a Bologna da Elisa Cavani (designer e visual merchandiser) e Marco Molinelli (art director, fotografo e regista), dove vengono selezionati oggetti appartenenti al passato, ricchi di valore storico sociale, per poi essere trasformati e reinventati nel loro utilizzo. Da materiali di recupero, rifiuti e scarti nascono pezzi unici caratterizzati da un design funzionale e uno spiccato senso estetico.
Elisa setaccia mercatini, soffitte abbandonate, vecchi garage e cantieri alla ricerca di oggetti “proustiani” impregnati di calore umano a cui donare una seconda opportunità mantenendo un rispetto quasi religioso per ciò che sono stati e ciò che diventeranno. Preservare la loro condizione e curarli con delicatezza è il monito.

Mi piace l’idea che ogni oggetto si porti dietro la vita di qualcuno, la cura di chi l’ha preservato per farlo arrivare fino a qui. Spero che chi lo possiederà ne possa tener conto e trattarlo bene. Manoteca è una casetta di pietra in un giardino, un laboratorio in cui vecchie cose abbandonate e materiali di recupero vengono curati, ripensati e riassemblati. Sono tutti pezzi unici, realizzati a mano e trattati con vernici atossiche.

È il nostro notarli che mette degli oggetti in una stanza, la nostra abitudine che li toglie di nuovo e libera spazio per noi. (Marcel Proust)

Molti degli oggetti scelti inoltre sono legati alla regione Emilia Romagna per ricostruire e difendere un’identità ridando ogni giorno vita a un frammento della terra che ha dato le origini a Manoteca.

BOX SIR

EPHEMERA

INDOOR K

SEE CLO

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

Altre storie
Masks project, Gianluigi di Napoli per AIPI