Play Communs, Ultra Ordinaire

Play Communs è un gioco per bambini e genitori per avvicinare grandi e piccoli all’elettronica, concepito dal collettivo francese Ultra Ordinaire. Presentato con successo alla Maker Faire Paris, è ora alla Mini Maker Faire in programma a Bilbao, dal 12 al 13 luglio 2014. Il progetto di Ultra Ordinaire, gruppo basato a Tolosa, in Francia, che vede protagonisti architetti, designer, studenti, economisti ed esperti di tecnologia, è un gioco per bambini e genitori per avvicinare grandi e piccoli all’elettronica. Un percorso reso ancora più semplice da un design ingegnoso e soluzioni curiose.

Pochi componenti elettronici – led colorati e servomotori – fanno muovere e girare la testa, il corpo e le braccia dei personaggi, ognuno in grado di esprimere una diversa personalità e soluzioni fuori dagli schemi. A stimolare la fantasia e la creatività, le figure dei robot sono pensate per essere modificate, migliorate e inventate dai bambini.

I robot rappresentano uno strumento di cultura per sviluppare conoscenze lontano dalle ideologie. Insieme compongono una narrazione, dove i singoli oggetti assumono il ruolo dei personaggi di una trama e di una epopea contemporanea e proiettata verso un futuro possibile. L’obiettivo è ripensare una società basata sulla comunità e la condivisione delle pratiche sociali.
Il kit per comporre un robot è in vendita al prezzo di 60€ sul sito www.ultra-ordinaire.com.La scatola contiene il corpo del robot in plexiglas trasparente, 2 led, un servomotore, un trasformatore elettrico, una carta già saldata e programmata, un modello cartonato oltre alle informazioni per il montaggio e per la personalizzazione del personaggio.



Ultra Ordinaire è un incubatore di idee, uno spazio sperimentale che mette insieme il mondo del design, dell’architettura e dell’imprenditoria, scommettendo su nuove prospettive del fare, del progettare e del vivere. Design Nathalie Bruyère con Pierre Duffau, studio Duffau & Associés, basato a Tolosa.

Foto di ®Yohann Gozard
Fonte: ufficio stampa

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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