Gosia Herba. L’illustratrice polacca tra mito e realtà

Progetto personale – Red Lady

Gosia Herba (1985) è una illustratrice e storica dell’arte che vive e lavora a Breslavia (Polonia). Gosia lavora per giornali, riviste, etichette discografiche e istituzioni, dipinge e disegna fumetti.

Nell’arte mi piace la semplicità e sorprendenti composizioni di colori.

Nei sui lavori ricorrono spesso motivi mitologici e fiabeschi con figure ibride animali-umani, esseri innaturali o corpi deformi. Questi temi vengono poi rielaborati in modelli dipinti su ceramica o stampati su tessuto o prendono vita attraverso Gif animate. Sta lavorando a un libro per bambini. In queste immagini troviamo il contrasto tra le illustrazioni commerciali realizzate da Gosia, dalle quali emerge quello che le persone si aspettano di vedere, bellezza, dolcezza e divertimento, e le sue opere personali, diverse, più scure e a volte bizzarre.

 

Illustrazione per “Zwierciadło” – rivista mensile polacca che si rivolge a un pubblico femminile
Illustrazione per “Zwierciadło” – rivista mensile polacca che si rivolge a un pubblico femminile
Illustrazione per “Zwierciadło” – rivista mensile polacca che si rivolge a un pubblico femminile
Illustrazione per una guida turistica di Breslavia
Illustrazione per una guida turistica di Breslavia
“Hello Zdrowie” 2014 Facebook users
Progetto personale – Miths (parte della serie)
Progetto personale – Town (parte della serie)
Progetto personale – Garden (parte di una serie)
Sketchbook
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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