Il fotografo René Burri si è spento a Zurigo a 81 anni

Il fotografo svizzero René Burri è morto lunedi 20 ottobre a Zurigo all’età di 81 anni. Burri ha iniziato a lavorare per la celebre agenzia Magnum nel 1955 e ha raccontato i principali eventi politici di tutto il mondo. Tra le sue immagini più famose ci sono l’iconico ritratto del rivoluzionario Che Guevara che fuma un sigaro, così come numerosi ritratti di Fidel Castro, centinaia di immagini di Le Corbusier e degli artisti Alberto Giacometti, Yves Klein e Picasso.

Dopo aver studiato presso la scuola di Arti e Mestieri di Zurigo, Burri ha lavorato come assistente cameraman per i film di Walt Disney in Svizzera prima di entrare in Magnum.
La sua prima foto, scattata nel 1946 quando aveva 13 anni, ritraeva Winston Churchill alla guida di una vettura scoperta per le strade di Zurigo. Ha lasciato suo archivio di circa 30.000 immagini al Musée de l’Elysée di Losanna.

Ernesto (Che) Guevara, durante un’intervista esclusiva nel suo ufficio a L’Avana, Cuba nel 1963.
Pablo Picasso nella sua casa, Villa La Californie a Cannes, 1957. Burri incontrò Picasso quando aveva 24 anni.
Autoportrait, Coronado, Nuovo Messico, 1973-1983. Fotografia: René Burri / Magnum Photos
Zurich, Switzerland, 1980
La famiglia Ching Chung Hwa pranza sotto il ritratto di Mao Zedong presso la comune popolare Ma Cheo, Cina, 1964.
Sao Paulo, Brazil, 1960

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Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

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Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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