“Spollo Kitchen”, il ricettario visivo di CTS Grafica

In un unico libro l'eccellenza della grafica e della cucina.

Prendete un pizzico di creatività e ponetela in una pentola piena di alcuni tra i migliori professionisti della grafica e della comunicazione visiva, unitevi il succo di 100 grafici e illustratori e mescolate a lungo facendo cuocere il tutto a fuoco molto lento per permettere che la creatività si addensi. Infine togliete dal fuoco spolverate con dell’ottima grafica editoriale e lasciate raffreddare. Il risultato non potrà che essere superbo.

Spollo Kitchen non è un ricettario qualunque, ma un progetto che dura da più di un anno e che sintetizza in un unico libro l’eccellenza della grafica e della cucina. Circa un anno fa progettisti italiani e internazionali sono stati invitati da CTS Grafica ad illustrare le loro ricette preferite in una call per i migliori manifesti culinari. Una iniziativa che, grazie alla collaborazione di Aiap (Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva) e ADCI (Art Directors Club Italiano), ha coinvolto 100 designer (tra i 570 che avevano partecipato alla call) selezionati da 5 professionisti della grafica editoriale: Mauro Bubbico, Roberto Necco e Lucia Roscini per Aiap, Matteo Civaschi e Andrea Indini per ADCI.
Stefano Marra. Risotto ai carciofi

Matteo Civaschi. Sarde in saor

Durante tutto il processo di realizzazione le ricette degli autori selezionati sono state cucinate, fotografate, mangiate e giudicate da uno chef. Ed infine Spollo Kitchen è diventato un ricettario visivo in cui l’alchimia tra cucina tradizionale (italiana e non) e cucina sperimentale si amalgama alla straordinaria immaginazione di 100 illustratori e grafici di tutto il mondo.
Nell’ultima data italiana della presentazione di Spollo Kitchen, che si terrà il 24 ottobre 2014 a Milano presso i Frigoriferi Milanesi, sarà visitabile il labirinto di totem con i manifesti, le video proiezioni del backstage e di tutti i 570 progetti pervenuti. Il ricettario, edito da Corraini, sarà in vendita durante l’evento.

Riccardo Guasco. Rabaton
Karen Balest. Hamburger
Sunday Büro. Vegan Mocaccino Cupcake
Jeremyville. Uova al tegamino
Francesca Tosin. Fegato alla veneziana
Anonima Impressori. Cotoletta alla bolognese
Andrea Indini. La puddica


Gli allestimenti di Roma

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Backstage: la giuria
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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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