Warsteiner art collection 2014

WAR_Flaschencomposing

La birra Warsteiner ha una lunga storia di collaborazioni con artisti ed è stata da sempre in qualche modo promotrice e sostenitrice delle arti visive. Negli anni Sessanta infatti l’artista tedesco Hermann Hoffmann disegnò il tipico bicchiere da birra Warsteiner Tulpe, lo stesso che fu poi immortalato anche da Andy Warhol in una delle sue famose stampe acrilico-digital.
La Warsteiner non ha dimenticato la sua tradizione artistica e per questo, per il secondo anno consecutivo, ha prodotto la Art Collection, una limited edition di sei bottiglie di pilsner Warsteiner Premium Verum con le opere di alcuni degli artisti più interessanti del panorama contemporaneo.

Gli artisti coinvolti provengono da differenti aree artistiche: la disegnatrice di graffiti francese Fafi, lo street artist Ron English, il famoso urban artist inglese D*Face, Kevin Lyons, direttore creativo, designer e illustratore newyorkese di fama internazionale (lo stesso che ha disegnato i divertenti mostri colorati che fanno festa attorno al logo della storica birreria tedesca), James Jean, illustratore poliedrico taiwanese, l’artista e designer londinese Roids.

Art_Collection_Press_4

4_Kevin_Lyons_Flasche
Kevin Lyons
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Roids
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James Jean

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1_Fafi_Flasche
Fafi
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Ron English
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D*Face

 

 

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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