Matrici distrutte.
Sten Lex alla Wunderkammern

Continua il progetto internazionale di Wunderkammern, Limitless, iniziato con l’artista spagnolo Sam3 e l’artista francese L’Atlas. Questa volta, dal 7 febbraio al 28 marzo 2015, la galleria romana ospiterà la mostra Matrici Distrutte del duo Sten Lex, tra gli artisti italiani di Urban Art più riconosciuti a livello internazionale.

Sten (Roma 1982) e Lex (Taranto, 1982) si sono conosciuti circa 15 anni fa e da quel momento (2001) hanno iniziato a riprodurre personaggi di B movie e polizieschi americani con la tecnica dello stencil, evolvendo poi sia nei personaggi rappresentati che nella tecnica stessa. Sten Lex sono infatti tra i pionieri dello stencil in Italia, tecnica che hanno contribuito a migliorare e perfezionare sempre di più. Il duo ha prima introdotto la “Hole School” (chiamata così per la sua assonanza buffa con “old school” poiché ispirata alle incisioni, alla serigrafia e ad altre tecniche di stampa come le grafiche dei giornali anni ’60), che applicava la tecnica della mezzatinta allo stencil e cambiava la percezione dall’astrazione alla figurazione a seconda della distanza dell’osservatore. Poi, a partire dal 2010, hanno iniziato ad utilizzare lo “Stencil Poster”. Con questa tecnica, da loro inventata, gli artisti incollano un poster sulla superficie, ritagliano parti della figura come in uno stencil e poi dipingono sopra alla matrice, infine strappano la carta facendo emergere la figura finale.

La mostra Matrici Distrutte indaga proprio questo processo artistico. Per gli artisti infatti tecnica e processo hanno la stessa importanza dell’opera finita, sono parte integrante di quest’ultima. Metafora della vita, in cui il percorso e l’obiettivo hanno la medesima importanza. Come lo stesso titolo rivela, le matrici dello stencil vengono distrutte durante il processo creativo. Nei loro stencil posters, i brandelli di carta che volano appesi alla superficie sono parte della matrice distrutta e comunicano un senso estetico di trasformazione, di divenire. Attraverso il processo distruttivo come parte dell’opera gli artisti superano i limiti imposti dallo stencil, una tecnica che di per sé limita il segno e pone dei confini. In maniera paradossale, gli artisti arrivano ad annullare la principale caratteristica dello stencil: la riproducibilità. Una volta distrutte le matrici infatti, l’opera diventa unica e non più riproducibile. La vita diviene unica e non riproducibile.

Presenti su innumerevoli pubblicazioni, hanno partecipato al Cans Festival di Londra nel 2008, al quale furono invitati da Banksy, e al Nuart Festival in Norvegia, uno degli eventi di Street Art più importanti al mondo. Le loro opere sono state presentate in prestigiose gallerie internazionali, fanno parte di preziose collezioni private e si collocano in istituzioni come il Museo MADRE di Napoli, e in maniera permanente al MACRO di Roma.

La Wunderkammern proseguirà il progetto artistico poi portando in galleria  gli artisti Alexey Luka (Russia) e Jacopo Ceccarelli a.k.a. 2501 (Italia). Limitless esplora il concetto di limite nelle sue possibili forme e manifestazioni, designando l’Arte come il mezzo preferenziale per il superamento delle barriere a cui siamo quotidianamente sottoposti e per una riflessione sulla realtà illimitata.

WK_Sten&Lex_Katowice festival_2013
Katowice festival 2013
WK_Sten&Lex_Le mur oberkampf Paris work in progress_2010
Parigi work in progress 2010
WK_Sten&Lex_MACRO Roma_2012
MACRO Roma 2012
WK_Sten&Lex_MACRO Urban Arena 2012
MACRO Urban Arena 2012
WK_Sten&Lex_Mostra Playground Pietromarchi_Foro Italico 2014
Mostra Playground Pietromarchi, Foro Italico 2014
WK_Sten&Lex_Museo Palazzo Collicola Spoleto_2012
Museo Palazzo Collicola Spoleto 2012
WK_Sten&Lex_Nuart Festival, Stavanger, Norway_2010
Nuart Festival, Stavanger, Norvegia 2010
WK_Sten&Lex_Roma_2010
Roma 2010

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Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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