“Monoprints”.
La ricerca sperimentale di Karel Martens.

Il lavoro di Karel Martens (1938) occupa un posto di grande rilievo sulla scena artistica e del design grafico degli ultimi cinquant’anni. Martens è stato molto prolifico come designer di libri oltre ad aver contribuito a una vasta gamma di incarichi di progettazione: francobolli, monete, segnaletica e manifesti. Intimamente connessa con questo lavoro di progettazione è la sua pratica come artista, iniziata con le costruzioni geometriche e cinetiche, e successivamente sviluppata in con il materiale cartaceo; più recente è la realizzazione di stampe a rilievo su manufatti industriali riciclati.

Martens ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Arnhem, Jan van Eyck Academy di Maastricht (1994-1999), Dal 1997 è docente in visita nel reparto di progettazione grafica presso la Scuola d’Arte dell’Università di Yale. Nel 1997 ha fondato  Werkplaats Typografie, una scuola post-laurea di graphic design in Arnhem, dove insegna ancora.

La selezione che segue include rare opere realizzate negli anni ’50 e ’60. Né oggetti di design commissionati né opere d’arte, ma esperimenti tipografici di grande impatto, frammenti unici di un processo di ricerca visiva ancora in corso.
(Se ne possono vedere molti altri qui).

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Karel Martens Untitled, 1958 letterpress monoprint on paper 9 × 11 ⁵⁄₈ in. (229 × 295 mm)
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Karel Martens Untitled, 1958 letterpress monoprint on paper 9 × 11 ⁵⁄₈ in. (229 × 296 mm)
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Karel Martens Untitled, 1963 letterpress monprint on paper 8 ¼ × 11 ¾ in. (209 × 297 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 1991 letterpress monoprint on catalogue card from the Stedeljk Museum Amsterdam, artist Gerrit Rietveld 11 ¼ × 7 ⁷⁄₈ in. (285 × 200 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 1991 letterpress monoprint on catalogue card from the Stedeljk Museum Amsterdam 11 ⁵⁄₈ × 8 ¹⁄₈ in. (294 × 206 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 1992 letterpress monoprint on photocopy 8 ¼ x 11 ⅝ in. (209 x 295 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 1994 letterpress monoprint on paper 13 ¾ × 9 ⁷⁄₈ in. (350 × 250 mm)
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Karel Martens Untitled, 1994 letterpress monoprint on paper 8 ⁷⁄₈ × 12 ½ in. (225 × 319 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 1995 letterpress monoprint on paper 17 ¾ × 12 ⁵⁄₈ in. (450 × 320 mm)
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Karel Martens Untitled, 1996 [Maquette for cover of Printed Matter] letterpress monoprint on thin cardboard 6 ⁷⁄₈ × 9 ⁷⁄₈ in. (173 × 250 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 2005 letterpress monoprint on catalogue card from the Moravian Museum Brno, Czech Republic 8 ¼ × 5 ¾ in. (209 × 149 mm)
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Karel Martens Untitled, 2006 letterpress monoprint on catalogue card from the Stedeljk Museum Amsterdam, artist J. Buys 11 ⅜ x 8 in. ( 288 x 205 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 2006 letterpress monoprint on catalogue card from the Stedelijk Museum Amsterdam 11 ¾ × 8 ¼ in. (297 × 210 mm)
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Karel Martens Untitled, 2008 letterpress on paper 6 × 8 ¼ in. (150 × 210 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 2010 letterpress monoprint on catalogue card from the Stedelijk Museum Amsterdam 8 ¼ × 5 ¾ in. (209 × 149 mm)
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Karel Martens Untitled, circa 2012 letterpress monoprint on catalogue card from the Moravian Museum Brno, Czech Republic 8 ¼ x 5 ⅞ in. (209 x 149 mm)

Nel video che segue, un’interessante intervista a Karel Martens nella quale il designer olandese racconta il suo approccio al lavoro (e alla vita) e il suo rapporto con gli studenti.

Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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