Coelux, l’invenzione italiana che porta il sole là dove non c’è

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È oramai cosa nota che il sole fa bene alla salute e all’umore. Ma quanti sono i luoghi, pubblici e privati, in cui ci priviamo della luce solare e di un cielo azzurro? Pensiamo per un momento se nei supermercati, nelle metropolitane, nei parcheggi sotterranei, nei musei, negli ascensori e in tanti altri spazi al coperto potessimo far entrare il sole anche quando non è possibile.
Sembrerà bizzarro ma un’invenzione italiana lo ha reso plausibile. Si tratta di CoeLux®, una scoperta scientifica rivoluzionaria che permette di riprodurre, per la prima volta nell’architettura indoor, i meccanismi e i fenomeni ottici che regolano la luce nella natura e in particolare l’interazione della luce generata dal sole con l’atmosfera.

CoeLux®, risultato di 10 anni di ricerca scientifica del professor Paolo Di Trapani, docente di fisica presso il Dipartimento di Scienze ed Alta Tecnologia dell’Università dell’Insubria a Como e del suo team, funziona grazie alla combinazione di tre elementi fondamentali: un sistema LED di ultimissima generazione che riproduce le caratteristiche spettrali della luce solare, sistemi ottici sofisticati per impartirne la direzionalità dovuta alla distanza tra cielo e sole e infine materiali nanostrutturati in grado, in pochi millimetri, di realizzare i processi diffusivi di rayleigh che avvengono nell’atmosfera.
L’effetto della luce calda e diretta del sole artificiale che illumina gli oggetti e ne disegna le ombre, insieme a quello della luce azzurra e diffusa del cielo che tali ombre colora, trasforma integralmente lo spazio domestico, creando in esso forme e volumi tipici dello spazio all’aperto.

L’idea nasce quando il professor Paolo di Trapani viene a contatto con i racconti di Marcel Minnaert nel libro Light and Color in the Outdoor, nel quale l’autore accompagna il lettore in un viaggio attraverso i colori e la luce del paesaggio e rivela innumerevoli fenomeni ottici naturali. Così inizia la fase di ricerca per creare una tecnologia in grado di ricostruire fisicamente i fenomeni ottici atmosferici, in modo tale da restituire all’uomo il piacere di riconoscere l’outdoor, indoor.

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LE APPLICAZIONI
Le soluzioni applicative di questo sistema sono tre: CoeLux® 30 (denominato Nord Europa), dove 30 sta per i gradi di inclinazione del sole rispetto all’orizzonte, riproduce l’atmosfera dei paesi nordici con una finestra a parete in grado di indirizzare una luce calda e radente; CoeLux® 45 (denominato Mediterranea) è composto invece da un lucernario a soffitto e fascio a 45 gradi che restituisce un equilibrato bilanciamento luce-ombra; infine CoeLux® 60 (denominato Tropici) sempre con un lucernario a soffitto ma attraverso il quale la luce arriva verticalmente restituendo il massimo contrasto di luminanza luce-ombra.

RICONOSCIMENTI
CoeLux® è un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del 7° programma quadro di ricerca e sviluppo. La validità dei risultati è stata confermata dalla Commissione Europea che l’ha selezionato tra i 12 progetti tecnologicamente più innovativi, ospitandolo all’interno dell’“Innovation Convention” 2014 a Bruxelles.
Coelux® di recente ha ricevuto due importanti riconoscimenti nell’ambito del lighting design. A Novembre, durante Lux Live 2014, la più grande fiera dedicata all’illuminazione nel Regno Unito, e tra le maggiori in ambito internazionale, organizzata dalla Lighting Industry Association, Coelux® ha ricevuto il Primo premio del Lux Awards 2014 nella categoria Light Source Innovation of the Year.
A gennaio 2015 è stato, inoltre, inserito nella Top 10 products 2014 del secondo Light Trade Awards di EdisonReport, prestigiosa testata on line americana dedicata alla Lighting Industy News.

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Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

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