Noma Bar, workshop di progettazione sull’immagine a Milano

'Steven Spielberg' by Noma Bar

Logo_mimaster_vectNoma Bar arriverà per la prima volta come docente in Italia per Mimaster Illustrazione Milano. Dal 23 al 26 febbraio terrà un workshop di progettazione sull’immagine per magazine e quotidiani. L’incontro del 24 febbraio è in collaborazione con 121+ Libreria delle Edizioni Corraini, partner formativo di Mimaster Illustrazione.

Tra i più acclamati maestri dell’illustrazione concettuale, Noma Bar si è imposto sul panorama internazionale per l’originalità del suo tratto e il linguaggio diretto e immediato. Autore di oltre 70 copertine di magazine, lavora per numerose testate dal Times al Guardian al The New York Times. In Italia è conosciuto anche per aver firmato numerose copertine per Internazionale e per i romanzi di Haruki Murakami editi da Einaudi. I suoi due best seller “The Many Faces of Noma Bar” e “Negative Space” sono diventati dei “must have” per tutti gli appassionati di design.
A maggio 2014 pubblica insieme a Shaolan Hsueh “Chineasy, the New Way to Read Chinese” un nuovo metodo per facilitare l’apprendimento del cinese ad ogni età che associa i segni degli ideogrammi a illustrazioni di immediata comprensione. Chineasy ha vinto il prestigioso premio di design “Life-Enhancer of the year” conferito dalla rivista Wallpaper e a breve diventerà anche un’app.
I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, comprese alcune mostre personali a Londra, New York e Parigi. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il prestigioso Yellow Pencil Award (2012) per le copertine realizzate per la serie dello scrittore Don DeLillo pubblicata da Pan Macmillan.

Qui troverete tutti gli articoli da noi pubblicati su Noma Bar.

Breaking Bad by Noma Bar for Empire MagazineHumanity by Noma BarMaster by Noma Bar for ChineasyNegative Space by Noma BarPin up by Noma Bar for GQ FranceRed Riding Hood by Noma BarSaddam Hussein by Noma BarThe wolf of wall street by Noma Bar for EmpireTree by Noma Bar for Chineasy

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Design Playground è un viaggio nella creatività attraverso i progetti più suggestivi della cultura contemporanea. Un racconto fatto di storie, di idee e di sogni.

Design come “progettazione di un artefatto che si propone di sintetizzare funzionalità ed estetica”.

Siamo partiti proprio da qui, dal termine design. Una parola che, come spesso accade con i termini di cui si abusa, ha perso il suo significato originale. O meglio, siamo noi che lo abbiamo perso di vista. Il design non è lusso, il design è creatività ma soprattutto, ricerca e progetto, è saper ascoltare e capire le necessità. Con le parole di Enzo Mari tratte da 21 modi per piantare un chiodo“Credo che il design abbia significato se comunica conoscenza”.

Quello che ci prefiggiamo è raccontare quel design che comunica appunto la storia e le conoscenze che hanno permesso di arrivare alla sua sintesi. Tutto questo in uno spazio aperto a tutti, un playground, dove sia centrale la voglia di conoscere, approfondire e cercare spunti di riflessione.


Massimo Vignelli ha affermato: «Il design è uno – non sono tanti differenti. La disciplina del design è unica e può essere applicata a molti ambiti differenti». E ancora Ettore Sottsass “il design è un modo per discutere di società, politica, erotismo, cibo e persino di design. Alla fine, è un modo per costruire una possibile utopia figurativa o una metafora della vita”.

Design Playground attraversa i differenti ambiti della progettazione trattandoli come parte di un unicum che li comprende tutti: dalla grafica alla fotografia, dall’illustrazione al video, dall’industrial design all’arte.

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